La sicurezza nelle città? Leggetevi i dati sui furti

  • La strage di Milano

Falle evidenti nel sistema, dice il premier Renzi, scioccato quanto noi dopo la strage al tribunale di Milano. Certo, più di qualcosa non ha funzionato e non funziona se un uomo armato può entrare in un'aula di tribunale e, soprattutto, uscirne dopo aver lasciato sul terreno tre morti. Agghiacciante. A Milano come a Roma, a Palermo o a Udine. Qualcosa non ha funzionato e non funziona se lo scorso anno 251 mila appartamenti sono stati depredati e soltanto in un caso su 100 il ladro è stato trovato e arrestato. Il gesto isolato e straordinario di un folle o persino di un terrorista sono eventi spesso imponderabili contro i quali le difese strutturali che uno Stato mette in campo restano vulnerabili. Ma città dove ogni sera, ogni giorno si ruba nelle case, molte volte con incidenti e danni alle persone,  sono città di un Paese assai poco sicuro. Ordinariamente poco sicuro.

Ieri mattina, mentre Claudio Giardiello falciava con 13 colpi della sua 7.65 l’ex avvocato, un giudice e un altro imputato come lui per bancarotta, L’Espresso anticipava un rapporto sui furti in casa. Decidete voi quale notizia vi crea maggiore angoscia. Scrive il settimanale sul numero in edicola oggi: “Svaligiare case è il crimine che da dieci anni cresce senza sosta: dal 2003 le denunce sono raddoppiate. Il picco più alto è stato raggiunto nei due anni appena trascorsi, arrivando a 251 mila assalti alle mura domestiche. Ogni giorno 689 incursioni, in pratica 29 ogni ora: ogni due minuti un ladro penetra in un'abitazione. Non esistono difese inespugnabili”.

E poi: “I ladri non vengono individuati quasi mai. È una moltitudine di soliti ignoti. Tra il 2013 e il 2015 la procura di Firenze ha aperto più di 11 mila procedimenti per furti in casa, ma quelli con un presunto colpevole sono appena 206. A Milano le cose vanno meglio: i fascicoli contro ignoti sono più di 9 mila su un totale di 12 mila. Intanto il bollettino di guerra dei colpi non lascia scampo: nell'ultimo decennio sono aumentati a Milano del 229 per cento, a Firenze del 177 per cento, a Torino del 172 per cento, a Padova e Palermo del 128 per cento, a Roma e Venezia del 120 per cento, a Bologna e Verona quasi del 104”.

Pene più dure? Prescrizioni più lunghe? Tribunali più efficienti? Forze dell’ordine più presenti? Pensi la politica a trovare la formula per rendere le nostre città più sicure e il deterrente di una giustizia efficiente più credibile.  E non perché un’Esposizione internazionale sta per cominciare o un Giubileo straordinario è alle porte. Vorremmo poterci sentire sicuri a casa nostra nei giorni comuni. Pensate un po’.

GIAMPAOLO ROIDI

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