Stampanti 3D, boom di modelli domestici

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ROMA Un mercato in crescita del 40%, osservato con invidia dai settori più tradizionali. La stampa 3D è sbarcata ormai anche tra i consumer con una miriade di versioni e materiali. Dall’industria alle case, dove è possibile dilettarsi con l’hobbistica o cimentarsi in un’attività professionale grazie a software accessibili e costi già ridimensionati. Dai gioielli alla estrema personalizzazione di tutto quanto possa essere realizzato in filamento di plastica o Abs (una plastica più resistente), o in uno degli innumerevoli materiali innovativi (dal nylon alla fibra di carbonio) sul mercato. 

Secondo una ricerca di Canalys, ben 133 mila unità di stampanti 3D sono state commercializzate nel 2014 in tutto il mondo, il 68% in più rispetto all'anno precedente. Le case produttrici hanno dato vita a un volume d'affari di 3,3 miliardi di dollari, il 34% in più dal 2013, e i modelli economici sono i ? del totale.

Il 42% di tutte le macchine sono dirette negli Usa, il più famelico di questi prodotti. La Zortrax, una delle più osannate 3D sul mercato, è stata realizzata da due ragazzi polacchi e sta conquistando un segmento importante: il mercato casalingo. Con 2mila euro si riesce a stampare prodotti in altissima risoluzione. Ora la Zortrax sta realizzando una produzione per la Dell. Il salto di qualità dell’azienda è assicurato. 

Ma anche l’Italia preme per stare in prima fila. È bastato fare un salto alla fiera milanese 3dHubs il mese scorso a Milano per accorgersene. Uno degli stand più affollati è stato quello della “piccola”, si fa per dire, FABtotum, start-up italiana avviata a fine 2013 e già capace di inquadrare per fine anno il target di tre milioni di ricavi. Prenotare una Fabtoum ti mette in lista di attesa per almeno 3-4 mesi.

«La produzione è satura – ha spiegato uno dei fondatori, il 29enne Marco Rizzuto - Entro fine anno è già previsto però un raddoppio del personale».

La loro 3d è un cubo di 36 centimetri di lato, che oltre a stampare è scanner e  lavora “a sottrazione”, come una fresa domestica. «Il nostro prodotto è acquistato da hobbisti - spiega Rizzuto - ma anche da studi di design e di engineering, oppure da aziende di vari settori, tra cui il biomedicale». Lo scorso anno i pezzi venduti sono stati 1200 (ciascuno a 999 euro).  

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