Raul Bova chiede una tregua alla ex suocera

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ROMA «Sono il bersaglio di una campagna. Il  traditore che merita la gogna. Finora non avevo mai reagito per non  peggiorare le cose, ma alla fine ho capito che in realtà le peggioro  stando zitto. Perché chi è mosso dal rancore non si ferma, più incassi e più attacca. E io devo proteggere i miei figli da questa guerra. Per questo parlo. Per dire: vi prego, basta con questa guerra che fa solo  del male». Così Raoul Bova in un’intervista a Vanity Fair si appella alla suocera, Annamaria Bernardini De Pace, che in  una lettera aperta lo aveva anche definito “genero degenerato”, una  cosa che “ha profondamente ferito" l’attore, separato da Chiara
 Giordano nel 2013 dopo 13 anni di matrimonio e due figli. «Basta leggere i giornali, i nomi di chi firma gli articoli, e quelli  degli editori. La lettera aperta al “genero degenerato” - dice Bova -
 mi ha profondamente ferito. Ma pazienza per me. Il problema è che  tutta questa situazione fa star male i miei figli, i suoi nipoti. Come deve sentirsi, un ragazzino, nel leggere che il suo papà è un  traditore superficiale, che non si è fatto nessuno scrupolo a  scaricare la mamma per una ventenne? Le cose non sono andate per  niente così, ma lui come fa a capirlo?».

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