Cibo, la sfida di Actionaid

  • MARCO DE PONTE

ROMA A settembre a New York, le Nazioni Unite si accorderanno sui nuovi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Definiranno la traccia su cui dovrà muoversi la comunità internazionale, se vuole vincere la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, da qui al 2030.

Tra le diverse carte che l'Italia può giocarsi c'è Expo, che fra tre settimane apre a Milano. Da sempre sostengo che Expo lascerà qualcosa di significativo solo se saprà stimolare una coscienza sulle scelte  efficaci nell'ambito dell'alimentazione; il Governo italiano dovrà essere più visionario e ambizioso e il futuro del cibo non si deciderà solo stendendo una “Carta di Milano”.

Questo è il documento che dovrebbe esprimere le idee del nostro Paese sui temi dell'Expo (“nutrire il pianeta”), ma solo le politiche, che si metteranno in atto ogni giorno, determineranno l'eredità di Expo. Il cibo, si sa, è un fatto politico e quindi non mette d'accordo nessuno, nemmeno i cuochi di Masterchef.

Per questo per “nutrire il pianeta” si deve anche “nutrire gli italiani”, renderli consapevoli di quello che mangiano ogni giorno, di cosa consumano, di come e dove si produce il cibo. 

Trovo singolare che il nostro governo si affanni a stendere la Carta di Milano quando nel suo disegno di legge “Buona Scuola”, non si rintraccia alcun accenno all'educazione alimentare.  Insomma “cambiare verso” sì, ma partendo da noi. Altrimenti si possono pure fare le carte e i protocolli, che rimarranno nero su bianco, ma senza incidere sulla vita di tutti: per Actionaid “democrazia del cibo” significa partecipazione.

È attorno al cibo sano e giusto, distribuito bene e senza spreco, che si possono costruire politiche di sostenibilità per tutti. Il cibo è un bene primario e indispensabile. Questo lo sappiamo tutti. E la sicurezza alimentare rappresenta un diritto fondamentale per l'uomo.

Non è però chiaro, a pochi giorni dall'apertura di Expo, come questo diritto per l'Italia, possa diventare l'elemento più importante delle politiche a ogni  latitudine. ActionAid crede che sia fondamentale la partecipazione. Spero che su questo, dei passi in avanti possano essere fatti con Expo e con la ridefinizione degli Obiettivi del Millennio.

Se ne parla oggi al Tempio di Adriano, a Roma. Con Amina J. Mohammed che è Special Adviser del Segretario delle Nazioni Unite sull'agenda post- 2015; con il vice Ministro Pistelli, il Ministro Martina e altri importanti ospiti. Ricordando che la #sfidaperlosviluppo si presenta ogni giorno a casa di tutti. Ci vuole ambizione, consapevolezza e impegno politico.

 

Articoli Correlati

La partecipazionecome nuovo inizio

Fino a domenica, a L'Aquila, si terrà il primo festival della Partecipazione: quattro giorni di dibattiti, lezioni magistrali, laboratori, concerti e spettacoli

Sul tema immigrazioneservono accoglienza e lungimiranza

Prima di tutto bisogna salvare le vite umane, in secondo luogo bisogna risolvere le crisi nei luoghi che sono all'origine dei flussi migratori

Non ci serveun equilibrista

L'opinione di Marco De Ponte