Se la vita scorre in diretta streaming

  • Chinellato

Twitter ha acquistato e lanciato appena due giorni fa un’App che rivoluzionerà la nostra vita e – soprattutto- il modo di fare comunicazione. Disponibile in questo momento solo per iOS, l’applicazione è in grado di riprendere e trasmettere scene della vita quotidiana in presa diretta. Mentre prima si pubblicava su Facebook la foto del piatto luculliano preparato per cena, ora si può postarne il video in streaming.

Chiunque può condividere in diretta qualsiasi cosa, anche all’insaputa di chi ne è protagonista. Ognuno di noi può – viceversa – osservare cosa avviene in qualunque momento anche nell’angolo più remoto della terra. Qualunque curiosità sarà esaudita. Vedere il muro del Pianto, piuttosto che immortalare qualcosa d’inatteso di cui si è involontari testimoni.

Lo streaming dell’incredibile incidente accaduto a Roma, che ha visto protagonista una Ferrari incastratasi all’interno di un negozio in pieno centro, poteva diventare virale nel giro di qualche secondo.

Invece il misero video del recupero della vettura da parte dei pompieri– opera di qualche spettatore incredulo, armato di telefonino - è stato messo in rete solo dopo circa due ore dall’accaduto su un sito di cronaca locale, per poi essere rilanciato dalle maggiori testate on line. Una volta scaricata l’App si può decidere iscriversi alla “diretta video” dei followers seguiti su Twitter, ma è solo un’opzione. Perché dopo ogni filmato postato si riceverà un avviso. Si potrà apprezzare quanto visto con un cuoricino, emulazione del like di Facebook o della stellina del social cinguettante. Qualcosa di particolarmente interessante, potrà così essere visualizzata in diretta urbi et orbi. Si può decidere se rendere pubblico o meno quanto ripreso, oppure condividerlo solo con una cerchia ristretta di persone.
Una volta diffuso, il contenuto multimediale potrà sempre essere cancellato. Resta inteso che chiunque lo abbia visto potrebbe averlo copiato e condiviso a sua volta, rendendolo visibile al mondo. La policy di Periscope impedisce – ovviamente – di postare contenuti pornografici o troppo cruenti, ma non si sa bene quanto strette siano le maglie di questa nuova applicazione.

Un vero incubo che s’insinuerà tra i varchi della nostra quotidianità, cancellando la privacy, rendendoci tutti filmabili e ricattabili. Prigionieri dell’inventario di noi stessi, la memoria della nostra vita affidata ad una serie di diapositive. Credere di essere al centro delle cose, sentirsi vivo, raccogliere un attimo di notorietà: il paradosso di un’esistenza che invece passa solo attraverso la lente di uno smartphone.

 

ALESSIA CHINELLATO

 

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