Il futuro dei ragazzi si chiama stampante 3D

  • Xmakers

SCIENZA Sognare oggetti che non esistono. È sempre stato una dei tratti tipici dell’infanzia: credere che tutto sia realizzabile, per scontrarsi poi con l’impossibilità di costruirli (e questa la chiamiamo maturità). Una dicotomia che sparirà. Sì, perché grazie alla “Digital Fabrication”, i nostri figli saranno in grado di trasformare ciò che hanno  immaginato, in oggetti fisici. Parliamo di stampanti 3D, ma anche di laser cutter, frese a controllo numerico e schede arduino.

Per molti sono solo nomi letti da qualche parte, strumenti relegati all’iperuranio dei nerd, avulsi dalla quotidianità. Errore. Presto le stampanti 3D saranno oggetti comuni in ogni casa, come il micronde o l’aspirapolvere. Entro pochi anni, se ci si romperà la cinghia della lavatrice, il tecnico arriverà a casa, scaricherà il file della parte da sostituire da internet e la creerà davanti ai nostri occhi, con la nostra stampante 3D. Non è fantascienza, credeteci.

A tutto ciò i nostri pargoli dovranno giocoforza essere preparati, perché serviranno tonnellate di ingegneri, fisici, chimici e creativi.

Una porta sul futuro

Lo sanno bene gli autori di “Xmakers”, il programma di DeaKids  (canale 601 di Sky, in onda da venerdì 3 aprile alle 20) che intende aprire una porta su questo nuovo universo. Si tratta del primo format al mondo a trattare della “Grande rivoluzione tecnologica”, in modo giocoso, certo, ma con un assunto chiaro: grazie al divertimento, i ragazzi devono innamorarsi della scienza, altrimenti un domani saranno tagliati fuori da una buona fetta di futuro. A condurre il programma è Giovanni Muciaccia, già conduttore di “Art attack”: una scelta non casuale, visto che Giovanni ha raggiunto la notorietà con un format nel quale insegnava ai bambini a creare con gli oggetti di casa. Qui siamo al passaggio successivo, al 2.0. Affiancato da due giovani attori (Francesco Marchioro e Giulia Palaferri), da un fisico (Massimo Temporelli, fondatore di “The Fab Lab: Make in Milano”) e da iCub (il robot umanoide che rappresenta il meglio della robotica mondiale), in ogni puntata Muciaccia costruirà prototipi utilizzando fantasia e nuove tecnologie.

Per esempio, sarà assemblato un monopattino che si muoverà grazie al motore di un trapano elettrico; che avrà testa, zampe e coda di un T Rex (stampate con una stampante 3D); e che grazie a una scheda arduino, sarà in grado di partire da solo al fischio del proprietario… La rivoluzione è alle porte, DeaKids lo spiega ai ragazzi e loro lo spiegheranno a noi. O almeno speriamo.  

ANDREA SPARACIARI

 

FAB LAB: SAPERE PER TUTTI

SCIENZA Una bottega rinascimentale dove ingegneri, designer, creativi e artigiani si incontrano per produrre. È l’immagine più semplice per spiegare cos’è un FabLab. In pratica, è un laboratorio condiviso di fabbricazione digitale. Partiti dal Mit di Boston, questi centri di sapere, si sono diffusi nel mondo e sono tuti interconnessi. Se hai un’idea e vuoi renderla reale, vai al Fab Lab e la costruisci. Ogni progetto poi viene condiviso in open source, cioè, viene elaborato da migliaia di cervelli, che si spremono per migliorarlo e quindi restituirlo. Per rientrare nella rete FabLab, devi diffondere scienza, quindi devi  essere aperto al pubblico. Come accade nel “The Fab Lab: Make in Milano” di Massimo Temporelli (www.thefablab.it), dove si organizzano corsi sui droni, si illustra l’uso delle stampanti 3D (anche ai bambini) o solo si dà forma ai sogni. AN.SPA.