Lo strano caso del portiere Heinz Muller

  • Michele Caropreso

Altro che Maurizio Landini. Il nuovo eroe di tutti i fan del posto di lavoro a tempo determinato si chiama Heinz Muller, è alto un metro e 96 centimetri e di mestiere fa il portiere. Non il portinaio, ma proprio il portiere, di calcio intendo. E dopo aver difeso per cinque anni la porta del Mainz, club professionistico tedesco, ha fatto causa alla sua ex squadra che non gli aveva rinnovato il contratto. Scelta bizzarra, ma fin qui niente di strano. A far notizia è la decisione di Ruth Lippa, giudice del lavoro tedesco, che gli ha dato ragione. E ha riconosciuto il suo diritto ad essere assunto dal Mainz addirittura a tempo indeterminato.
Harald Strutz, proprietario del Mainz e vice presidente della DFB – la Federezione tedesca – si è detto confuso: «Questa sentenza è unica nel suo genere. Tutti i processi del passato hanno portato a verdetti opposti. Faremo ricorso: se ci dovessero dare torto il calcio subirebbe una svolta epocale, paragonabile a quella voluta da Bosman. Le società dovrebbero pagare lo stipendio a decine e decine di giocatori fino alla pensione».  Ma Lippa non la pensa così. Semplicemente, dopo due anni di lavoro a tempo determinato, deve scattare l’indeterminato. Il giudice Lippa equipara il calciatore (che al massimo può avere un contratto di 5 anni, eventualmente rinnovabile) ad un qualsiasi altro lavoratore. Ed emana la sentenza che prevede l’obbligo di reintegro del lavoratore con contratto a tempo indeterminato.

Dopo aver difeso per 5 anni la porta del Mainz, fa causa alla sua ex squadra
che non gli rinnova il contratto
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Insomma, mentre in Italia entra in vigore il contratto a tutele crescenti, che manda in soffitta l’articolo 18 e rende la formula “contratto a tempo indeterminato” qualcosa di molto simile ad un’oasi nel deserto, nella Germania della Merkel, la locomotiva d’Europa che cresce sempre e comunque e crisi non conosce fanno il contratto “a vita” addirittura ai calciatori, milionari viziati che di certo non hanno il problema delle bollette?
È probabile che la decisione del giudice Lippa venga ribaltata nel giudizio di secondo grado, e che il gigante Heinz debba rassegnarsi alle leggi del mercato.
Ma vuoi mettere che sogno, un contratto a tempo indeterminato da calciatore? Una roba che neanche Renzi, al massimo della forma, sarebbe capace di promettere.

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