Bes, tutela dei diritti e corsie preferenziali

  • #laverascuola

BES è acronimo di Bisogni Educativi Speciali, riferiti a tutte le difficoltà di apprendimento riscontrabili sia in alunni in possesso di una certificazione (il 2-3%) che in coloro che richiedono comunque interventi individualizzati per motivi fisici, fisiologici, psicologici e sociali più o meno gravi (il 10-15%). In ciascuna di queste situazioni, gli insegnanti di classe elaborano specifiche strategie didattiche che possono comprendere anche misure dispensative e/o compensative.

La normativa sui BES, apparentemente un fatto di civiltà, in quanto suggerisce una valorizzazione delle diversità attraverso processi personalizzati d’inclusione e di riscatto, viene attaccata da più parti per almeno tre ordini di motivi.

Innanzitutto, perché scardina il sistema del sostegno, poiché solamente le disabilità certificate ai sensi della legge 104/92 continuano a beneficiare di un docente specializzato, mentre i portatori di disturbi o svantaggi comunque gravi sono unicamente affidati agli insegnanti di classe, chiamati spesso a gestire situazioni che richiedono competenze professionali specialistiche.

In secondo luogo, la normativa sui BES finisce per patologizzare anche turbolenti ma ordinari percorsi di crescita. L’odierno armamentario semantico relativo alle difficoltà di apprendimento tende a relegarle tutte in ambito sanitario. Nella scuola dei BES, spesso gli insegnanti rinunciano alla propria peculiare funzione di promotori del sapere per concentrarsi sulla prescrizione di ‘terapie’ individualizzate e personalizzate, in un totale spaesamento culturale ed epistemologico.

Infine, i BES hanno aumentato in misura esponenziale le pretese delle famiglie in merito alla promozione. Il successo formativo non può prescindere da un impegno costante e responsabile dell’alunno, con o senza BES. Talvolta, purtroppo, i genitori cercano di semplificare il percorso scolastico dei figli attraverso la rappresentazione di loro presunte speciali difficoltà che attivano le procedure di legge. Questa deprecabile tendenza attenta ai diritti di chi vive disagi reali e aggrava la crisi della scuola.

CRISTIANA BULLITA

Articoli Correlati

I docenti non sanno di sicurezza

Tre insegnanti condannati per il crollo di un controsoffitto al Liceo Darwin di Rivoli nel 2008, che causò la morte di uno studente. Perché?

Concorso a cattedre?Umiliante

Questo governo continua a umiliare quei precari che mandano avanti la scuola che hanno gli stessi doveri dei colleghi di ruolo ma non i meriti

Ai commissari poche briciole

La riflessione di Gianfranco Mosconi sulle dichiarazioni di Renzi: "Puntiamo su una scuola di qualità"