Stressato il 62% dei dipendenti dei servizi

  • BENESSERE IN UFFICIO

MILANO Difficile parlare di benessere lavorativo in tempi di crisi e di disoccupazione cronica, eppure la Fondazione Istud ha condotto uno studio (per conto del Ministero del Lavoro) su una popolazione di 563 persone occupate nel mondo dei servizi, per cercare di capire il legame tra benessere organizzativo e benessere individuale sul posto di lavoro.
La scelta di lavorare nel mondo dei servizi è stata determinata nel 72% dei casi da interesse, affinità e passione. Le aspettative  sono riconducibili a: “attendere la pensione” e “migliorare” nello stato attuale. Due forze che da un lato indicano il lavoro come necessità, ma dall’altro evidenziano anche una grande forza propulsiva volta al cambiamento della propria condizione.
Salute e sicurezza sono buone per oltre l’80% dei rispondenti grazie ad efficaci politiche aziendali, ma il 62% si dichiara stressato sul luogo di lavoro, anche a causa della mancanza di misure per lo sviluppo del benessere. I fattori principali che determinano la  gratificazione invece sono: la comunicazione con i colleghi, buona per  il 70%; il grado di socializzazione - buono per il 75%. Mentre le principali criticità sono: la comunicazione con i superiori – non adeguata per il 55% e soprattutto la commisurazione dei compensi ai meriti – gravemente deficitaria per l’80% dei rispondenti. 

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