Una Lip coraggiosa per riformare davvero la scuola

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Ricapitoliamo: nel mese di luglio, il Presidente del Consiglio Renzi annuncia una proposta di riforma, riguardante la scuola, definita epocale, che sarà approvata come DL: si tratta della “Buona Scuola”, le cui linee guida constano di ben 136 pagine. Alcuni docenti organizzano varie forme di proteste, tanto che Renzi decide di aprire una consultazione tramite dibattiti, questionari e seminari, che, iniziata a settembre, si conclude a novembre, con una sonora bocciatura di quanto proposto nelle linee guida.

Ma il governo va avanti, definendo il settore scuola il proprio cavallo di battaglia. Per fine febbraio viene fissato un altro intervento chiarificatore riguardante il varo del DL, per poi rimandare il tutto ai primi giorni di marzo. Infine, Renzi annuncia, con tanto di filmato-slide online, che il DL verrà trasformato in DdL e seguirà l’iter previsto.

Non tutti sanno, però, che un DdL riguardante il settore scolastico esiste già ed è la Legge di iniziativa popolare (LIP) “Per una buona scuola per la Repubblica”, depositata per la prima volta alla Camera nel 2006 e nuovamente, prima di Natale, al Senato con il n. 1583 e alla Camera con il n. 2630. È sostenuta e caldeggiata trasversalmente da senatori e onorevoli appartenenti a compagini diverse. Volendo, potrebbe essere discussa da subito. Esamina, tra gli altri, concetti importanti, quali metodologia e didattica, integrazione, programmi e programmazione, comparto ATA, concetti su cui la Buona Scuola sorvola. Sottolinea l’importanza dei principi costituzionali del pluralismo culturale, della formazione democratica e dell’uguaglianza dei cittadini, che nella Buona Scuola sono ignorati. E, soprattutto, riafferma il principio secondo cui la scuola è, per dettame costituzionale, una, laica e pubblica.

Questa proposta di legge è stata presentata da un gruppo di genitori, insegnanti, studenti e cittadini che l’hanno elaborata, hanno raccolto le firme necessarie, più di centomila, o semplicemente  ne hanno condiviso  i suoi principi fondanti. È stata concepita, quindi, all’interno del sistema scuola, da chi ne conosce pregi e difetti, da chi la vive ogni giorno come operatore e come utente e non come il DdL Labuonascuola, da burocrati dell’ultima ora, che credono di guadagnare visibilità e momenti di gloria, addentrandosi in sentieri impervi, a loro sconosciuti. Sarebbe veramente ammirevole se questo governo, che più volte ha sottolineato quanto consideri importanti le istanze dei cittadini, prendesse in considerazione la LIP. Ma non siamo ingenui: ciò significherebbe ammettere di aver sbagliato e sarebbe fantascienza ipotizzare che chi lavora ogni giorno a costruire una propria immagine di infallibilità possa farlo.

Marinella Spinazzola      

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