Faraone sui precari scuola “Gli stipendi sono bassi”

  • La buona scuola

Mercoledì scorso siamo riusciti a scambiare due parole con Davide Faraone, sottosegretario alla Scuola e alla Ricerca scientifica del governo Renzi, al termine della presentazione di un rapporto sull'istruzione in Italia che si teneva in Campidoglio, a Roma. Il sottosegretario si è dimostrato estremamente gentile e camminando ci siamo confrontati sulle questioni calde.

Ogni lunedì su Metro esce una pagina dedicata alla scuola. Lei andrà di fretta, suppongo, ma volevo farle solo una domanda: perché non splittate il ddl scuola dalla questione dell’assunzione dei precari?
E perché sennò rischiava di diventare solo un’assunzione, e basta.

No, perché? Quello può passare da sé, poi sulla scuola si discute altrove.
No, perché il rischio è che passi quello e poi non passi tutto il resto. 

Allora vi interessa quello e non…
Ci interessano tutti e due.

La questione dei precari è un po’ più seria, però. Ha a che fare con la vita delle persone.
Tutto serio è. L’insegnamento ha ancora di più a che fare con la vita delle persone.

Lo dice a me?
(Interviene la persona che lo accompagna, ndr) Ha a che fare con la vita dei miei figli, l’insegnamento.

Sono anni che lo ripeto.
Appunto.

Va be’... comunque, se l’insegnamento ha a che fare con la vita delle persone come mai lo stipendio degli insegnanti italiani è il più basso d’Europa e non se ne parla mai?
No assolutamente, se ne parla.

Oggi per esempio non ne avete parlato.
Abbiamo parlato dei numeri della scuola.

C’è un grafico che fa impressione, quello relativo alla spesa dei paesi europei sulla scuola: la Danimarca nel 2011 ha speso il 7,8% del Pil, l’Italia il 4,2. Oggi a che punto stiamo?
Intanto perché non valorizzi l’inversione di tendenza rispetto al passato? C’è stato un ministro che negli anni passati, la Gelmini, aveva tagliato otto miliardi di euro. C’è stato un governo che ha invertito la rotta e ha investito tre miliardi di euro soltanto sul tema della riforma, se gli metti pure quelli dell’edilizia scolastica, cinque miliardi abbiamo invertito enormemente la rotta. Intanto valorizza questo. Dopodichè la questione degli stipendi degli insegnanti c’è, è un tema. Tant’è vero che rispetto…

La Giannini a maggio ci aveva detto che li avrebbe portati a 2000 euro, il minimo della soglia di dignità.
Anche lì, valuta l’aspetto…

Ma lei lo sa quant’è lo stipendio di un docente?
Il tema degli scatti, ad esempio, lo abbiamo tolto, abbiamo confermato per tutti gli scatti…

Ma guardi che l’assurdo è stato metterlo…
E va be’, ho capito…

L’assurdo era pensarlo, come avete fatto solo a pensarlo?
Ma non lo abbiamo messo…

Ma non dovevate neanche pensarlo.
Lo abbiamo tolto, in più abbiamo messo 200 milioni di euro per il merito. Quindi non abbiamo tolto… Dopodiché ha ragione lei, gli stipendi sono bassi. Il prossimo provvedimento sarà questo qui. Intanto abbiamo invertito la rotta.

Quindi sono cinque miliardi in più, dice?
No, sono tre più cinque.

Otto, dunque. Lo vedremo. Grazie, arrivederci.

TONY SACCUCCI

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