Festa del papà Lupi e lupacchiotti

  • PAOLA RIZZI

Per noi figli di nessuno vedere come i padri illustri per troppo amore inguaino i figli e alla fine anche se stessi fa male al cuore.  Nel caso di Lupi fa specie, proprio lui che si è più volte vantato di venire dal nulla, figlio di operai, fattosi tutto da solo imboccando giovanissimo con brillante intuito l’autostrada per la gloria targata cielle.  Poi però core de papà ti frega: il piccolo Lupi pare uno studente brillante, che certamente potrebbe meritarsi ottimi lavori, ma Lupi padre non si fida e, a quanto si sa senza commettere alcun illecito, promuove il cucciolo presso conoscenti che hanno il difetto di lavorare nel mondo delle infrastrutture e degli appalti pubblici, cioè quello di cui lui è il massimo referente politico. Anche per Antonio Acerbo, ex vicecommissario Expo indagato per le vie d’acqua e ora per padiglione Italia, la preoccupazione maggiore era sistemare il figlio sempre nell’ambito delle conoscenze di papà, ossia presso una delle appaltanti di Expo. Il più celebre  e conclamato caso di autolesionismo paterno fu quello di Umberto Bossi che spinse l’immeritevole figlio Trota fino all’inverosimile, con inevitabile e rovinosa caduta di entrambi.
 Nell’Italia paladina della famiglia tradizionale, solo quella, perchè tutti gli altri modelli sono immorali, ha grande successo il familismo amorale, neologismo felice che descrive quella tendenza a subordinare tutto al bene dei propri cari, un bene privato superiore al bene pubblico e tale da giustificare ogni compromesso morale. La famiglia innanzitutto. Ma solo la mia.

PAOLA RIZZI
@paolrizzimanca

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