L'indagine di Carrère ci svela il Cristianesimo

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INTERVISTA Il titolo dell’ultimo libro, “Il regno” (Adelphi, p. 428, euro 22) non lo sa spiegare neanche lui, l’autore, Emanuel Carrère. “Il regno è non è qui ma anche qui” dice. “È una dimensione della realtà che è al fondo della realtà e che non assomiglia a quello che noi si pensa essere la vita. Noi pensiamo che è meglio essere ricchi che poveri. Le regole del regno dicono il contrario.” Carrère che nel libro narra di una sua conversione – poi rientrata -  ha centrato il racconto sulla nascita del cristianesimo: dal fervore delle lettere di Paolo a evangelisti come Luca.

Cos’è per lei la conversione?
Una metamorfosi radicale dove cominci a pensare in modo completamente diverso da prima. I tuoi amici diventano i tuoi nemici e viceversa. Chi si converte è come rapito da uno spirito extraterrestre, diventa altro.

Per lei è stato così?
La mia era una conversione più irrigidita, c’era una volontà di essere diverso a causa di una mia debolezza, tutto era meglio rispetto a me. Non sono più un credente ma allora è stata una via d’uscita a una situazione insopportabile.

La letteratura non aiuta?
Il fervore religioso ha perso intensità quando ho ricominciato a scrivere. Fare della letteratura dissipa molto il dogmatismo.

Qual è la forza del Vangelo?
Sono stato a Brera alla Pinacoteca e ci sono molti quadri religiosi: tutte le volte sono stupito dal fatto che non ci si stupisca più di vederli. Ci sono familiari ma sono storie completamente folli. Tuttavia al fondo delle parole di Gesu c’è un racconto, non una dottrina, che anche se non ha nessuna rassomiglianza col reale, ha una forza stupefacente.

Papa Francesco farà un giubileo sulla misericordia. Anche lei ne parla nel suo libro.
In tantissime parabole come il figliol prodigo, abbiamo esempi di perdono paradossali, presentano stati dell’esistenza che sono di una profondità immensa. non sono credente ma restano una bussola.

Gesu chi era?
Non lo so ma da scrittore posso dire che c’è un suono particolare nelle sue parole che lo rende  immediatamente riconoscibile. 
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

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