Se lo dice il Papa che i prof sono sottopagati

  • Tony Saccucci

L'OPINIONE “Insegnare è un lavoro bellissimo. Peccato che gli insegnati siano malpagati”. Non è un sindacalista rinsavito che parla. Non è il buon Francesco Merlo dalle colonne di Repubblica. Non sono io a Skytg24, che venerdì scorso mi sono beccato pure le vistose scrollate di testa della Centemero (responsabile scuola di Forza Italia) e l'impassibile indifferenza di Toccafondi (sottosegretario di Stato in quota Ncd). Questa volta a dire che gli stipendi dei docenti sono bassi, troppo bassi, è niente meno che il Papa. Proprio lui, Francesco, Bergoglio. In Vaticano, davanti a 2000 insegnanti cattolici delle scuole superiori ha detto che i professori hanno “contribuito a far crescere il Paese, a riformare la scuola, a educare generazioni di giovani”. Perché sappiate che “non c'è soltanto il tempo che spendono per fare scuola, poi devono prepararsi, poi devono pensare a ognuno degli alunni”.
Dunque, Renzi, se non vuoi stare a sentire me, almeno ascolta il Papa. La buona scuola la fai solo se riparti da questa considerazione: la qualità nell'insegnamento si ottiene se si fanno uscire gli insegnanti dallo stato di necessità economica a cui sono stati ridotti.

Un docente italiano dopo 13 anni di servizio guadagna dieci volte meno di un parlamentare: sono 1470 euro per il primo e 14700 per il secondo. Eppure tutti e due hanno a che fare con i cittadini: i primi li formano, i secondi li governano. In un paese come la Germania, che pare sia il paese più importante d'Europa, il rapporto si riduce drasticamente: uno a tre. Un docente in Germania dopo una decina d'anni guadagna circa 2400 euro mentre un parlamentare ne guadagna 7700. In Francia è quasi la stessa situazione. Forse è questo il motivo per cui trasversalmente in Parlamento non c'è nessuna forza politica che rivendichi fermamente e unilateralmente questo punto? Il Governo, poi, pensa di risolvere con l'elemosina degli incentivi una tantum. La card, il 5x1000, il 5% degli insegnanti meritevoli. Una pacca sulla spalla. Il direttore di questo giornale ha fotografato la situazione con un tweet che non ha bisogno di commenti: “Più che #labuonascuola direi la scuola bonus”.

TONY SACCUCCI
Docente e scrittore

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