Il grande inganno del cinque per mille

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RIFORMA  Il ddl sulla Buona Scuola prevede la possibilità di destinare il 5x1000 alle scuole. L'idea non è del tutto originale: da qualche anno, infatti, alcune realtà, soprattutto paritarie, hanno aggirato la normativa fiscale, che non prevede le scuole beneficiarie del 5x1000, creando associazioni ad hoc. Renzi ce l’ha proposta come “l'accorgimento fiscale che consentirà ai Presidi di poter gestire meglio i denari” e che sostituirà i contributi fintamente volontari elargiti dalle famiglie per sostenere i costi di accessori che vanno dalla carta igienica alle Lim (lavagne elettroniche).
La scuola è di tutti: finora avevamo inteso che volesse significare un diritto, uno dei più importanti, anche perché dall'istruzione dipende l'attuazione del programma contenuto nell'art. 3 della nostra Costituzione, il cuore della nostra democrazia. “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”: questo, pensavamo, il compito primario della scuola pubblica, che deve dare pari opportunità di promozione culturale e professionale a tutti.
Oggi scopriamo che la suola di tutti significa, invece, che ciascuno è libero di finanziarsela, la scuola dei propri figli, secondo, ovviamente, le proprie possibilità. Non basta che l'istruzione alta sia monopolio dei ricchi, i quali possono permettersi soggiorni-studio all’estero, mobilità ed Erasmus, ed infine la frequenza di università straniere ad alto rating, che offrono   migliori possibilità di lavoro. Oggi il governo ci propone le scuole pubbliche finanziate dai papà e dalle mamme, che pagheranno con il 5x1000 ai loro figli una offerta formativa di qualità, le forniture tecnologiche secondo le loro possibilità.  
La Repubblica, che dovrebbe provvedere soprattutto ai meno fortunati, abdicherà dunque ad attuare il dettato costituzionale, dando vita ad un sistema in cui le singole scuole saranno specchio e strumento di conservazione dello status economico-sociale della loro specifica utenza?

EVELINA PISCIONE

 

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