Attento Tsipras così vai a sbattere

  • Giampiero Gramaglia

Attenta! Grecia. Attento! Tsipras. Avanti così, andate a sbattere: contro la Germania, ma pure contro tutta l’Unione. Che già finora, a fare un po’ la voce grossa e un po’ orecchie da mercanti, non avete ottenuto nulla, se non una risibile, sul piano concreto, variazione del vocabolario europeo: l’abolizione della parola ‘troika’ sostituita dalle ‘istituzioni competenti’, oppure – ultima versione - dal ‘gruppo di Bruxelles’, composto -guarda caso!- da Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, cioè la ‘banda dei tre’ della ‘troika’.

La ricorrente evocazione/rivendicazione da parte del premier greco delle riparazioni di guerra dovute dalla Germania alla Grecia avvelena la trattative tra Atene e i suoi creditori, riprese mercoledì. A inizio settimana, l’Eurogruppo aveva ammonito “Basta fare melina e perdere tempo”, due settimane dopo il faticoso compromesso con cui i Paesi dell’Eurozona concedevano alla Grecia un’estensione di quattro mesi del programma di aiuti in atto, in cambio di riforme concrete che, finora, però, il governo Tsipras -sinistra radicale e nazionalisti- non ha presentato.
L’ obiettivo, a parole condiviso, è concludere il programma di aggiustamento economico in atto ed erogare nuovi aiuti. L'intesa dev’essere trovata presto, per sbloccare il pagamento entro fine aprile di 7,2 miliardi così da riuscire a fare fronte alle prossime scadenze. E il ministro dell’Economia Varoufakis assicura: “Per ora, abbiamo solo fatto qualche esempio. Adesso, negoziamo sul serio”.
Condiscendenti a Bruxelles, Tsipras e i suoi ministri rivoltano la frittata ad Atene, dove la gente che li ha votati rimprovera loro di non ottenere nulla. Così, martedì il premier era tornato a chiedere riparazioni di guerra alla Germania; e mercoledì il ministro della Giustizia Paraskevopoulos s’è detto pronto a firmare un decreto che permetterebbe l’esproprio di proprietà tedesche in Grecia.

La mossa giusta per incoraggiare investimenti tedeschi e ammorbidire le diffidenze della Germania verso la Grecia. Senza contare che le orecchie potrebbero fischiare pure all’Italia, che partecipò, anzi lanciò l’invasione della Grecia nella Seconda Guerra Mondiale. A Berlino, la Cancelleria fa notare che “la questione dei danni di guerra è stata politicamente e legalmente risolta tempo fa”, roba vecchia di ben oltre mezzo secolo. Ma la stampa tedesca è molto meno distaccata. Per ora, Tsipras è più bravo a farsi nemici che amici.

GIAMPIERO GRAMAGLIA
Direttore di Euractiv

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