Lombalgia, dolori in corso per un giovane su cinque

  • salute della schiena

SALUTE. Dolori in corso. Anzi, in corsa. Sulla pista, sul campo, in palestra. Sono gli sportivi i più soggetti ai problemi legati alla colonna vertebrale come la fastidiosa e dolorosa lombalgia. Che colpisce un giovane su cinque (dai 20 ai 40 anni). La degenerazione del disco è però spesso legata a un problema congenito. Infatti ci sono anche persone che sopportano grandi sforzi fisici ma che non ne soffrono. Tra le cause principali gli specialisti indicano il fitness senza controlli: la mancanza di un istruttore o un allenamento frettoloso aumenta la probabilità di malattia. Sconsigliata proprio la corsa, che provoca un movimento non uniforme e che potrebbe causare ulteriori squilibri a livello vertebrale. Quattro le tecniche usate per risolvere il problema: intervento percutaneo, endoscopica, microchirurgica, e microchirurgica strumentata, con supporti strumentali come gli spaziatori.

Fra le novità l’iniezione di membrane amniotiche. Che attraverso degli “ammortizzatori” consentono una sorta di scarico biomeccanico della colonna e una funzione rigenerativa. Una tecnica innovativa che punta alla guarigione di tre pazienti su quattro secondo l'indagine che ha preso in esame venticinque under 50 con dischi degenerati. É indicata sopratutto per i più giovani. Dopo i 50 anni il disco risulta essere più fibrotico e risponde meno all'azione rigenerante delle membrane che vengono estratte dalla placenta raccolta dal taglio cesareo. 

 «Le altre metodiche d'intervento che prevedono l'utilizzo di quattro viti e due barre alterano in un soggetto giovane la naturale elasticità della colonna - spiega Pier Vittorio Nardi, Presidente dell'Associazione Chirurgia Italiana Spinale - Inoltre questi supporti rendono la colonna più rigida, mentre il fine è quello di mantenere un’elasticità adeguata. Gli interventi caratterizzati da una maggiore aggressività chirurgica e dalla sostituzione del disco, rendendo l’operazione molto più invasiva e quindi pericolosa. E non garantendo con il passare degli anni una stabilità del peso, potrebbero provocare un effetto domino». 

 Quando intervenire

 I sintomi più gravi che devono far suonare il campanello d’allarme sono le lombalgie recidivanti: se può essere normale avere un paio di volte all’anno una situazione di blocco e di dolore, non lo é se il malessere dura per mesi. In questo caso é necessario intervenire tempestivamente.

 In attesa dell’intervento è consigliabile fare fisioterapia o praticare sport come il nuoto a dorso che aiuta molto la colonna vertebrale e tonifica i muscoli paravertebrali. E poi é necessario perdere un po’ di peso.

 Si possono fare anche dei test mirati per individuare con esattezza la natura del dolore: si blocca il disco con un anestetico per capire se la situazione migliora o meno, per capire se è quella la parte interessata. 
LUISA MOSELLO

 

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