La scuola è la leva per una vera ripresa

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Nel libro Gamma della “Metafisica”, Aristotele sostiene che alla base di ogni nostro discorso c’è il principio di non contraddizione. Per dimostrare la validità di questa affermazione fa notare che anche colui che volesse sostenere il contrario sarebbe costretto comunque a usarlo. Per parlare e comunicare usiamo, volente o nolente, quel principio.

La vita sociale è fatta di discorsi, di comunicazione. Oggi, un completo analfabeta sarebbe ricompreso dalla società ma non avrebbe nessuna possibilità di incidere su di essa. E dov’è che si impara a leggere e a scrivere e a far di conto? A Scuola. Ergo, la Scuola è la nostra vita. Quanto più impariamo a usare il linguaggio, a usarne le potenzialità, a comprenderne anche la genesi storica, tanto più la società che costruiamo è ricca e potenzialmente sana. Chi non capisce questo sillogismo è, fondamentalmente, uno che o resta ai margini della vita della comunità o è pericoloso per essa.

Che la Scuola determini, nel bene e nel male, la vita di uno Stato e dunque la vita dei cittadini che lo compongono, lo dimostra un saggio di uno dei più grandi intellettuali del ’900. Si tratta de “La strana disfatta” di Marc Bloch. Lo storico analizza i motivi per cui la Germania nel 1940 entra in Francia senza che questa riesca a opporre alcuna resistenza, né fisica né morale: i francesi hanno sottratto fondi al sistema scolastico a partire dalla fine della Grande guerra; mentre i nazisti ci hanno investito cifre consistenti. Bloch punta il dito contro la distruzione del patto educativo perpetrata dai governanti francesi e individua nel malvagio patto tedesco la loro forza. Se - dice Bloch, in quel momento capitano dell’esercito - i francesi avessero investito nella Scuola non sarebbero crollati come soldatini di stagno.

Dunque, fa bene Renzi a considerare la Scuola il volano per la ripartenza dell’Italia. E i vari critici e commentatori non dovrebbero rimproverarlo per questa intuizione; farebbero bene, invece, a fargli notare che, come fecero persino i nazisti, bisogna investire veramente nella Scuola e non giocare al gioco delle tre carte. Ma per esercitare la critica, queste cose bisogna saperle. Bisogna essere andati a Scuola con profitto.

TONY SACCUCCI

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