Arriva Mytaxi la app anti Uber

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MOBILITA' È considerata la risposta legale a Uber. Parliamo di Mytaxi, la app di proprietà di Daimler-Mercedes, che sta per sbarcare a Milano (sarà scaricabile da dopo Pasqua). Già presente in oltre 40 città al mondo, con 10 milioni di download e 45 mila taxi affiliati, la app permette di prenotare una vettura (regolare) sapendo esattamente dove si trova il taxi chiamato, quanto impiegherà ad arrivare, chi sarà il conducente, il percorso seguito in tempo reale. Il tutto senza costi per l’utente. Inoltre, permette il pagamento con carta di credito eliminando la necessità del pos per gli autisti e le ricevute cartacee per i clienti. Contrariamente all’odiato Uber, per i tassisti è un’innovazione che rispetta le regole. Unico problema, è che dei 4.800 taxi milanesi, 4 mila sono iscritti a un servizio radiotaxi (4040, 6969, 8585), le cui regole vietano agli iscritti di usare altri intermediari. Un inconveniente che non spaventa Barbara Covili, General Manager Mytaxi Italia.

Dott.ssa Covili, siete gli anti Uber?

Sono i tassiti che ci hanno definito così. Da metà gennaio i nostri “ambassador” stanno spiegando agli autisti cosa facciamo e abbiamo ogni giorno nuove adesioni. Inoltre, per i primi sei mesi avranno il servizio gratis.

In cosa vi differenziate da Uber?

Offriamo un altro servizio, basandoci sui taxi “regolari”. E piacciamo ai tassisti perché operiamo all’interno delle norme in vigore. Inoltre, siamo credibili: gli autisti hanno visto molte app apparire e sparire in questi anni. Noi siamo una realtà già affermata all’estero!

Perché avete scelto Milano?

Perché ci sarà Expo e contiamo sia di acquisire clienti italiani, sia di trasportare gli utenti stranieri già nostri clienti nelle loro città. Ma da qui contiamo di espanderci in tutta Italia.

Siete di proprietà di Daimler, che possiede anche Car2Go: pensate di espandervi nelle stesse città conquistate dallo sharing?

No, noi seguiamo logiche diverse, quelle del mercato e ci interessano anche le piccole città.

Domani (oggi, ndr) sarà ascoltata dalla commissione Trasporti della Regione che vuole legiferare sulla materia trasporti/tecnologia: cosa dirà?

Che è possibile fare innovazione tecnologica anche all’interno delle norme vigenti e nel mercato esistente.

ANDREA SPARACIARI

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