Sit in dei cittadini contro i Tir dell'Ama

Rifiuti di Roma
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Roma. Doveva essere un giorno di festa e invece sarà una mattinata di protesta: all’alba i residenti di Maccarese e Fiumicino protesteranno davanti al centro Ama che una volta ospitava solo il compost di alta qualità e che da anni invece riceve i rifiuti romani, in transito verso il Nord dove viene incenerito. 
Principio di prossimità
Presenti anche il Movimento 5 Stelle con consiglieri e deputati e il Movimento Rifiuti Zero: «Siamo un comune  - dicono - che produce meno di 50.000 tonnellate annue di rifiuti, perché dobbiamo sobbarcarci il carico quotidiano di 360 tonnellate di rifiuti romani? Perché il cittadino residente a Maccarese, servita dalla porta a porta, che differenzia i propri rifiuti deve poi vivere soffocato dalla puzza di percolato di rifiuti capitolini e assediato dai Tir dell’Ama che minacciano la sua incolumità?».
Altre proroghe
A dicembre la presidente del Consiglio comunale e l’assessore all’Ambiente di Fiumicino avevano annunciato la fine della trasferenza: «Mai più proroghe». E oggi sarebbe stato il giorno del cambio passo.
«Siamo indignati per le dichiarazioni dei consiglieri che prospettano una nuova proroga dell’autorizzazione. È da 5 anni che va avanti questa situazione. Roma vanta di aver chiuso Malagrotta, peccato che abbiano appestato Fiumicino e in particolare  i cittadini di Via Tre Denari e limitrofi», dice Fabiola Velli, consigliera municipale del M5S. 
«Quello che chiediamo è il rispetto del principio di prossimità: ciascun comune deve gestire i propri rifiuti dall’inizio alla fine del ciclo». 
Il tutto avviene  nel cuore della Riserva Naturale Statale Litorale Romano nell’impianto Ama nato nei primi anni 2000 per produrre compost di alta qualità, che ora si è trasformato in un maleodorante deposito di rifiuti. 
Ed avviene dal 2010, anno in cui furono autorizzate le prime operazioni di trasferenza di 60 tonnellate al giorno di rifiuti portate poi a 360 nel 2012.

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