Renzi sulla scuola ha perso la faccia

  • Tony Saccucci

L'OPINIONE Per quanto possa valere la mia opinione, Renzi ha perso la faccia malgrado ieri pomeriggio l’abbia messa su un filmato con le slide che spiegano per l’ennesima volta i buoni propositi de “La Buona scuola”. Almeno sulla Scuola, ha perso la faccia. Parlo solo della Scuola perché è di questo che mi occupo. Dentro e fuori. In classe e su questo giornale. Su Facebook, Twitter, e quando me lo permettono nelle comparsate televisive, dove i tempi serrati violentano le argomentazioni. La Scuola è la mia vita. Non è la vita di Renzi.
Il documento iniziale era una proposta. Vaga, senz’altro, ma ben impaginata. Se uno l’avesse letta senza pregiudizi ci avrebbe trovato qualcosa di buono. Almeno la voglia di rilanciarla, ’sta Scuola. Le parole erano belle. I colori pure. Ma le parole sono ammutolite e i colori sbiaditi.
Dalla vaghezza del documento ci si aspettava la concretezza di una legge precisa. Invece, da settembre è stato un susseguirsi di smentite, di voci di corridoio. Chiacchiericcio da bar. Adesso la data promessa è il 10 marzo. Sembra un gioco. Un gioco sulla pelle di chi ormai si trova esistenzialmente invischiato in quello che hanno trasformato in uno stagno melmoso. Esercizi di potere interni al Pd, e tra Pd e opposizioni.
Fino all’epilogo dell’altro ieri. Quando la mattina abbiamo appreso che la Ministra Giannini non era stata avvertita che la sera precedente il Premier Renzi aveva deciso che non ci sarebbe stato più un decreto legge sulle assunzioni dei 150000 precari. L’unica cosa che sembrava certa, ché l’Europa l’imponeva.
E invece, tutto è scivolato in una, addirittura, proposta di disegno di legge - se possibile più vago che pria -, che danzerà sul filo della lotta senza quartiere del Parlamento. Renzi e renziani vanno predicando che l’iter potrebbe richiedere tempi brevi. Se si allungano, ça va sans dire, la colpa è delle irresponsabili opposizioni. Che magari è pure vero che sono irresponsabili. Ma allora, perché tu, Matteo, hai portato questa fondamentale riforma in un vicolo cieco?  Non si usa la scuola per ricatti politici, per sperimentare la forza di piegare le opposizioni. Non si usa la scuola. Perché la scuola è la nostra vita.

TONY SACCUCCI

Insegnante e scrittore

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