Le mille facce di Milano alla prova dell'Expo

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 INTERVISTA Il libro si intitola semplicemente “Milano” (Sellerio, p. 200 euro 13). Gli autori sono sei (Balzano, Cataluccio, De Benedetti, Di Stefano, Fontana, Janeczek). Ma le Milano che compaiono in realtà sono almeno una cinquantina per una città dalle mille facce che non ha più un carattere unitario. Alle porte dell’Expo un libro di racconti ci regala il ritratto di una città che come ci spiega uno degli autori, Francesco M. Cataluccio, è davvero la più europea d'Italia. E anche la più aperta e meno escludente anche se tiene nascoste le sue bellezze. “Ad ammirare Venezia o Firenze (le mie due città) son buoni tutti. Milano è più difficile, ma scoprirla dà molte soddisfazioni”.  

In che cosa è cambiata Milano?
Da quando la conosco io è cambiata meno di quanto sembri: nel bene e nel male. Ma oggi siamo alla vigilia dei sei mesi dell'EXPO che rischia di essere un fallimento materiale e culturale che non porterà nulla a Milano, lasciandole anzi una scia di malaffare e inutilizzate cattedrali nel deserto. Ovviamente spero di venir smentito.

Nel suo racconto il protagonista è un viandante, un profugo siriano.
Ho cercato di immaginarmi cosa possa significare scendere da un treno, magari senza documenti, e ritrovarsi alla stazione con uno stato d'animo assai diverso da quello, che oggi ci fa sorridere, di Totò e Peppino una cinquantina di anni fa.

Che tipo di accoglienza hanno questo tipo di personaggi a Milano?
Milano, assieme alle città della costa meridionale della Sicilia, è la città che si è sobbarcata il peso maggiore dell'accoglienza di coloro che fuggono dalle guerre e dalla povertà. Ho assistito a scene che mi hanno reso orgoglioso di essere cittadino di Milano: volontari, religiosi, amministratori che si prodigavano nel soccorso.

Lo sfondo è quello della stazione Centrale. Che cosa le evoca?
Come diceva Marcel Proust, le stazioni sono quei luoghi speciali che, sebbene in pratica non facciano corpo con la città, contengono l'essenza della sua personalità. 
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

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