Rsu scuola: perchè io voto (e perchè io non voto)

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Io non voto RSU, ecco perché

È periodo di elezioni RSU nelle varie scuole e credo sia venuto il momento che gli insegnanti dimostrino nei fatti il proprio dissenso. Tale dissenso non è da leggersi come rifiuto tout court dei sindacati della scuola ma come contestazione sulle regole con cui essi misurano la rappresentatività nazionale nelle elezioni RSU di istituto.

Il non voto contribuisce a far mancare il quorum al primo turno. In mancanza del quorum del 50% + 1 degli aventi diritto, le elezioni si possono ripetere dopo 30 giorni.  Il non voto, quindi, è un segnale forte di protesta contro l'attuale asseto sindacale.

Ci sarà la lista di questo o quel sindacato, ma ci sarà la lista sponsorizzata dal Preside, dal Direttore dei servizi, dalle Funzioni strumentali, dallo staff dirigenziale, dal personale amministrativo e dai collaboratori scolastici.

Il non voto contribuirà a dare un forte segnale soprattutto per quelle situazioni che oscillano tra clientelismo e conflitto di interessi dove anche collaboratori del DS vengono candidati ed eletti. Mi auguro che la protesta sia anche un segnale politico ai sindacati che in questo momento non hanno saputo contrastare la riforma del governo, dividendosi e non riuscendo neppure a concertare uno sciopero unitario di tutta la categoria. Uno sciopero che forse avrebbe dato il giusto segnale contro una riforma della scuola che non può per nulla chiamarsi “Buona Scuola”.

LIBERO TASSELLA

 

Io voto RSU, ecco perché

Una volta i Sindacati erano importanti. L'ossatura dell'Italia che lavorava. Adesso - corum popoli - il Sindacato non ci rappresenta più. Che accade? L'Italia non lavora più? Oppure le Sigle non sanno più tenere le redini dei nostri bisogni? Troppi errori fatti, troppe poltrone scaldate da sindacalisti poco lungimiranti? Sembrerebbero obsoleti. Eppure necessari. Dovremmo discutere molto per verificare i motivi di nuovo aggregamento sotto i cartelli, ma intanto dobbiamo votare in queste elezioni RSU. Perché? Per evitare che liste fantocce possano rendere i Presidi più potenti e autoritari, ad esempio. Oppure semplicemente per mantenere almeno un’accia di quel filo rosso che pervade la nostra storia di riscatto e speranza sociale. Senza la forza dei lavoratori e di chi ne ha a cuore la sorte, l'Italia non ha più ossa né midollo che possano sorreggerla.

ALGA FRATINI

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