La lenta marcia delle costruzioni “in verde”

  • Ecoedilizia

EDILIZIA In un mercato dominato da immobili di qualità energetica scadente, spicca un aumento del 10% nelle compravendite di immobili di classe energetica superiore, A+ e A (rispetto al +6% del 2013). Lo rileva un'indagine promossa da Enea, I-Com e Fiaip e condotta su oltre 1000 agenti  immobiliari. Meno bene gli immobili ristrutturati: le compravendite 2014 di immobili nuovi si sono realizzate per edifici di classe A+, A e B nel 49% dei casi (40% nel 2013); lo stesso dato per gli immobili ristrutturati crolla al 6%, dimezzandosi rispetto al 2013. Il tema dell'efficienza energetica non è ancora radicatissimo: peggiora il dato della percezione dell’utilità dello strumento della certificazione energetica: pesa, probabilmente, la frammentazione delle normative regionali.

Legambiente: i Comuni “virtuosi” e i tetti verdi
Le istituzioni, dal canto loro, si muovono sul fronte dell’edilizia “eco”. Legambiente ha calcolato in 29 i Comuni che incentivano concretamente la pratica del “tetto verde”: una scelta, quella di trasformare un tetto in orto o giardino, che fa bene ad ambiente e portafogli. Secondo una stima di Harpo Group, si può tagliare la bolletta energetica del 30%. Legambiente cita Pavia, che obbliga la realizzazione di almeno il 50% delle coperture a verde nel caso di edifici industriali e/o del terziario, e Zinasco (Pv) che obbliga le coperture a verde per tutti i nuovi edifici, sempre per almeno il 50%. Altri esempi, gli 11 comuni della provincia di Lecco dove vige l'obbligo di realizzare coperture con tetti verdi per il 30% della superficie anche nel caso di edifici residenziali in cui si ristruttura il tetto.

Materiali riciclabili
Sono 543 i Comuni che, secondo Legambiente, nei propri regolamenti edilizi, obbligano o promuovono l'uso dei materiali da costruzioni locali, naturali e riciclabili. Esempi positivi sono quelli di Lignano Sabbiadoro (Ud), Baranzate (Mi), Mercato San Severino (Sa), Castello Molina (Tn), Schio (Vi).

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