Sindacati loquaci adesso ma senza memoria

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ROMA Dal 3 al 5 marzo, in tutto il settore del pubblico impiego comprese le scuole, si svolgeranno le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU). In molte istituzioni scolastiche, già al rientro dalle vacanze natalizie, noi docenti abbiamo notato la presenza di alcuni personaggi che, con fare amichevole, hanno stazionato nei corridoi e nelle sale docenti. Elargivano sorrisi smaglianti a chiunque incrociasse il loro sguardo e stringevano calorosamente mani. Poi, come nulla fosse, hanno chiesto di mettere una firma su un modulo: quello per la presentazione delle liste. Le liste dei candidati delle varie sigle sindacali per le elezioni RSU: Cisl, Cgil, Uil, Snals, Gilda, Cobas, Ugl e via dicendo. La maggior parte sono sindacati che siedono al tavolo delle trattative con i rappresentanti del governo di turno, per difendere i diritti di tutti i lavoratori della scuola.
 I soggetti di cui sto parlando sono sembrati piuttosto loquaci in questi giorni, espansivi. Eppure sono della stessa pasta di quelli che sono rimasti silenti quando, in tutti questi decenni, i vari governi si sono accaniti contro il mondo della scuola, con tagli che l’hanno messo in ginocchio. Adesso, questi sindacati chiedono di votare, tra i nostri colleghi che si candideranno, coloro da cui vorremo essere rappresentati nei rapporti con la Dirigenza Scolastica. Ma credete che siano realmente interessati alle sorti degli insegnanti? La questione vera, che neanche molti colleghi conoscono, è che la rappresentatività nazionale di ogni singolo sindacato consta nel raggiungimento del 5%, considerando la media tra i propri iscritti e i voti ottenuti dai propri candidati in seno alle elezioni, secondo una legge del 2001.
Più voti i candidati di ogni singolo sindacato ricevono, più forza ottiene il sindacato stesso a livello nazionale. Non meravigliamoci, se dopo il 5 marzo, questi personaggi spariranno dalle nostre scuole e li rivedremo solo allo scadere naturale del mandato delle RSU. Fra 3 anni circa. Sembrava ci fosse qualcosa di nuovo oggi sotto il sole. Ma è tutto dejà vu.

MARINELLA SPINAZZOLA

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