Anche noi precari presenti nelle Rsu

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ROMA Francesco Cori è un docente precario appartenente al coordimento dei Lavoratori Autoconvocati Scuola di Roma. Da anni è impegnato in prima linea nelle lotte in difesa della scuola pubblica statale.

Come consideri il fatto che da quest’anno i precari hanno la possibilità di essere eletti nelle RSU della scuola?
Questo passaggio sana un grave vulnus di democrazia all’interno della scuola pubblica, poiché i precari rappresentano ad oggi un quinto circa della popolazione scolastica. Tuttavia, questo diritto viene in parte limitato dalla condizione stessa del precariato: finché si resta precari si rischia di cambiare sede l’anno successivo alle elezione con la conseguente perdita della rappresentanza.

Cos’è il coordinamento dei Lavoratori Autoconvocati?
Si tratta di un appello rivolto alle RSU di tutti i sindacati, a tutti i lavoratori (sia precari che a tempo indeterminato) che - a prescindere dal sindacato di appartenenza - hanno deciso di riconoscersi in piattaforme comuni e in un percorso di difesa della scuola pubblica e di rilancio dei diritti fondamentali dei lavoratori.  A tal proposito, il pomeriggio del 12 marzo ci ritroveremo in presidio di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione per contrastare il piano di riforma Renzi e rivendicare una scuola di qualità basata sulla democrazia e sulla partecipazione.

Perché tra i tanti sindacati hai scelto proprio la Flc-Cgil?
In un contesto di frammentazione sindacale, ho optato per il sindacato che avrebbe, se volesse, il potere di imporre decise azioni di protesta capaci di incidere sulle politiche scolastiche del governo.

 

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