Scuola, riforma rinviata per le elezioni sindacali?

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Ieri abbiamo assistito all’ennesimo rinvio della riforma. Possiamo interpretare un rinvio del genere in diversi modi.

A voler essere ottimisti ci viene da pensare che il Governo stia facendo alcuni ritocchi, magari in senso migliorativo, a una riforma complessa che inevitabilmente finisce per scontentare tutti. Forse lo starà facendo sulla scorta di malcontenti che percepisce da tutte le parti ad ogni comunicato che viene fuori. Sostanzialmente sono due i tormentoni più discussi in giro nella rete. Uno riguarda la questione degli scatti stipendiali e l’introduzione del merito; per questo si rincorrono in continuazione voci e smentite. L'altro riguarda il piano assunzioni: impraticabile soprattutto sul piano geografico e per alcune discipline. Non è ancora chiaro, ad esempio, come funzionerà l'organico funzionale. Tutti se lo chiedono ma nessuno lo sa.

In un contesto così caotico di notizie dell'ultima ora, c'è da prendere in considerazione il fatto che più di un milione di insegnanti della Scuola italiana sono sempre più delusi da una riforma che li mette gli uni contro gli altri. Questo anche e soprattutto per come questa riforma è stata fronteggiata e criticata dai sindacati i quali, per mesi, hanno giocato a contarsi con scioperi dai risultati deludenti. In pratica ognuno ha proclamato il suo. Per aderire a tutti gli scioperi avremmo dovuto perdere ben 5 giorni di lavoro.

Ecco, i sindacati forse sono il motivo del rinvio. Sono sempre ottimista ma voglio pensar male una volta tanto. Non è che si sta pensando di attendere le votazioni RSU che si svolgeranno il 3, 4 e 5 marzo? Non è che i sindacati vogliono correre ai ripari ed evitare che le elezioni RSU siano di fatto un giudizio che i lavoratori della scuola daranno del loro operato sulla questione Buona Scuola? Staremo a vedere. Io sono convinto che il 3 marzo non uscirà proprio nulla. Sarei ben contento di essere smentito. Non ci resta che attendere.

Salvo Amato

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