Metti una barberia in Vaticano

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Papa Francesco stupisce ancora. Se la casa di Dio è la casa di tutti, diseredati inclusi, adesso c’è posto anche per i clochard. Così il colonnato seicentesco del Bernini diventa luogo per abluzioni, ma non solo. Il 16 febbraio è stata aperta, infatti, la barberia, dove i senza tetto possono sbarbarsi e farsi tagliare i capelli. Kit monouso a garantire il massimo dell’igiene e restituire il decoro a coloro i quali hanno deciso di vivere in strada o non possono permettersi di fare altrimenti. Il servizio sarà disponibile solo il lunedì, giorno di chiusura dei parrucchieri, perché affidato a volontari, che quindi faranno gli straordinari. L’afrore pungente della strada svanisce sotto le mani esperte di coiffeur senza nome, mentre il cuore si riempie. La coltre barbuta lascia il posto a occhi caldi e luminosi, insieme al sorriso triste che spesso accompagna i senza fissa dimora. In un periodo di raffreddamento globale delle relazioni, poter essere il destino necessario di qualcuno, anche solo per poco, può cambiare l’umore, a lungo. La fila è iniziata alle otto del mattino, ma nessuna frase a effetto potrebbe rendere più solenne il momento semplice del primo taglio di capelli. La riconquista del decoro è un traguardo importante, racchiuso tutto nei gesti puri di una quotidianità minuta – come quella di lavarsi o radersi - che per noi è solo normalità. Si concretizza, così, il grande abbraccio simbolico cui il Bernini pensò quando ideò Piazza San Pietro.

 

ALESSIA CHINELLATO
giornalista

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