Renzi: gli insegnamenti al centro della scuola

  • La buona scuola

ROMA Un anno di governo Renzi. Festeggiato annunciando i provvedimenti sulla scuola. Per i prossimi trent’anni, per cambiare l’Italia. Tre ore, dalle nove del mattino di una, abbastanza fredda, domenica di febbraio. Una platea di tutte le età, nella sala conferenze “Nazionale Spazio Eventi” in via Palermo a Roma. Prima di Matteo Renzi hanno parlato in tanti. Il sottosegretario Davide Faraone e la responsabile PD dell’Istruzione, Francesca Puglisi. L’ex ministro Luigi Berlinguer, con un intervento apprezzato sull’arte. Studenti e protagonisti di progetti, come il DESI, con la Ducati Motor, per l’alternanza Scuola-Lavoro. L’ex capitano dell’Inter Javier Zanetti, e il CT della nazionale di volley Mauro Berruto. È un progetto che vuole rivoluzionare tutto, in cui - continua Renzi  -  sono stati ascoltati tutti: anche le critiche, quelle costruttive. L’assunzione dei precari e la nuova valutazione, con il criterio di merito. La ricerca di una nuova visione, con gli insegnanti al centro.  E contributi delle famiglie. Rendere le materie vive, ed emozionanti. Più digitalizzazione e qualità. Far crescere il desiderio di diventare insegnanti. Digitalizzazione, meno burocrazia, e meno luoghi comuni. Contro l’ignoranza e la rassegnazione. Su un palco, circondato dalla “Juni Orchestra”, la giovanile di Santa Cecilia. Suonano l’Inno alla Gioia, quello di Mameli e La Cavalleria Rusticana.   Fa battute, su di sé, sui figli che vanno a scuola, sulla moglie insegnante. Ma cita anche il compositore dell’800 Gustav Mahler. Non mancano i cenni al Jobs Act e alle Riforme. Alla delicata situazione internazionale, ma anche il lavoro, la RAI. A margine della presentazione c'è stata una vivace protesta precari, comprensibilmente diffidenti dopo anni di frustrazione. Ha aperto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, “un po’ emozionata”. Per la manifestazione e per i sei mesi del dibattito sulla sua Buona Scuola. E per quello che verrà da ora. Il decreto sarà la prossima settimana, poi la legge delega. Ma per i risultati finali ci vorranno almeno otto anni. “In bocca al lupo a tutti noi”, chiosa Matteo Renzi.

TONY SACCUCCI E MAURO MILANO

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