La carta geografica racconta ogni cosa

  • CAMARCA

Un utile esercizio è guardare la cartina geografica. Scopriremmo la vicinanza della Libia alle nostre coste, due ore di aereo. Vedremmo una serie infinita di Paesi musulmani a duecentocinquanta chilometri. Valuteremmo la grandezza del continente africano affacciato contro le nostre finestre di casa. Centinaia di milioni di musulmani, perlopiù neri, in marcia verso un orizzonte privo di decapitazioni e saccheggi e guerre tribali e morte per fame e virus letali. Lanciati a ricongiungersi a altri milioni di loro fratelli stanziali nella anemica Europa da tre, quattro generazioni. Famiglie piene di figli, scuole coraniche (madrasse) aperte nei garage condominiali, uomini decisi a sposarsi nostre sorelle immediatamente convertite al niqab. Dalla Germania e passando per la Francia e la Spagna e quindi i Paesi del Magreb per finire al Sudan, si sta creando un grande nuovo continente euro-mussulmano. Dove si studia l'arabo, lingua del Profeta, si prega in una sola direzione, e il vicino di casa dalla pelle bianca è considerato un impuro, come l'ebreo uno scarafaggio, e il cinese e il giapponese poco più che animali.
Queste nuove masse finiranno a banchettare sotto i portici di Piazza San Pietro. Non c'è alternativa. L'Islam offre spesso una dignità a una esistenza derelitta. Offre un facile nemico alle proprie inadeguatezze. Se l'iconografia che meglio rappresenta l'occidente cristiano è l'arcobaleno di MC Donald's, c'è poco da farsi domande e scovare uscite d'emergenza.  Abbiamo sostenuto i cavalli sbagliati al governo dei vari Stati fantoccio. Li abbiamo pasciuti coi petrodollari, lasciando che fossero primitivi e biechi imam a educare le progenie del popolo. Ci siamo arricchiti sulle schiene curve dei milioni. E adesso assistiamo al ticchettio del pendolo che rimette indietro le lancette della Storia. Qualcuno balbetta di dialogo, qualcuno indossa la mimetica scoprendosi pingue da non poter chiudere i bottoni. Mentre i peggiori tra quelli tagliano le teste e le depositano nella sabbia, noi andiamo alla deriva nel nostro tempo liquido: lo scoglio a cui aggrapparci è il cartellone pubblicitario di un anti acido contro il reflusso gastrico.

 

CLAUDIO CAMARCA
REGISTA E SCRITTORE