La prima serata di Sanremo mi ha distrutta

  • Patrizia Pertuso

Comincio subito col fare outing. Lo ammetto: non ce l’ho fatta. Non sono riuscita a seguire tutta la prima serata del Festival di Sanremo. Il primo “scossone psicologico” mi ha colto vedendo Carlo Conti così poco abbronzato (o truccato, che dir si voglia). Poi mi è salita una leggera ansia nell’osservare le due vallette, Arisa ed Emma. O meglio: gli abiti delle due vallette (che poi non ho capito perché, se fanno le cantanti hanno accettato di cimentarsi nel ruolo di vallette).

Lo shock è arrivato con l’abito bianco modello da sposa indossato da Emma e con quello rosso arricchito da uno spropositato fiocco attorno al collo e sul decolletè della povera Arisa che forse proprio per quel vestito ha avuto qualche piccolo problema ad articolare i nomi dei cantanti in gara.

Per riprendermi, mi sono dovuta buttare sotto la doccia e mettermi io (che sono stonata molto più di qualsiasi altro essere umano e non esistente al mondo) a cantare a squarciagola.

Quando sono riuscita dal bagno ho beccato quel simpaticone di Alessandro Siani. Il mio Io voleva fuggire, il mio Ego uccidersi e il mio Inconscio mi ha fatto ritrovare chiusa sul balcone a fumare una sigaretta. Più che fumarla, l’ho “sorseggiata” sperando che nel frattempo il comico napoletano avesse terminato la sua kermesse.

Quando sono rientrata in casa, invece, era ancora là. E ci è rimasto talmente a lungo che nel frattempo – col volume della televisione completamente azzerato – sono riuscita a fare due lavatrici, una lavastoviglie e a passare la cera per il parquet.

Ormai in condizioni fisiche e psicologiche molto più che precarie, ho rivolto lo sguardo alla tv e ho beccato la reunion di Al Bano e Romina Power. Fermi tutti. Ho alzato il volume e mi sono ritrovata tristemente a osservare non solo la fine di quello che era un grande amore, ma anche quello che si chiama rancore, quasi odio reciproco.

Nella vita ho sempre avuto poche certezze. Ora sono ancora di meno. Se nemmeno Al Bano e Romina Power riescono sotto la “spinta” di Carlo Conti a darsi un bacino sulla guancia, che ne resterà di noi?

PATRIZIA PERTUSO

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