Evviva il Papa laico lassù al Quirinale

  • Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Persona perbene, seria, rigorosa, con la schiena diritta, riservato. Per fare il Presidente della Repubblica ci vogliono queste virtù. Disciplina e onore, ammonisce la Costituzione. Mattarella le ha. Virtù che vorremmo sentire più spesso. Ricercate per altri incarichi minori, anche per non aspettare i canonici sette anni del conclave per il Papa laico, che tra l'altro è un rituale, il Conclave, che funziona benissimo e quindi mettiamoci il cuore in pace: il Presidente della Repubblica verrà scelto sempre così, soprattutto di fronte alla prossima riforma istituzionale che rafforzerà i poteri del premier, quello sì, eletto dai cittadini.  L'elezione del Presidente della Repubblica segue il detto popolare: voltarsi indietro per andare avanti quando il pane era polenta. Serve in quel ruolo un nonno, saggio, che sa aiutare, dare buoni consigli e sani esempi. Lascerei stare la retorica delle occasioni contro i leader forti, solo immagine, tutta tv e spregiudicati. A noi  piace un mondo dove possono convivere gli uni e gli altri, i miti e gli energici. Non siamo per far scendere lo Spirito Santo sulla carica del Presidente della Repubblica. Una sorta di buonismo spirituale immacolato che conserva il bene contro il male della politica fatta da spregiudicati e avidi. Vorrebbe dire negare la storia italiana e i suoi mali tutti legati alla conservazione, alla lentezza, alla pigrizia della politica di saper cogliere i cambiamenti, all'arretratezza dell'azione nel trovare soluzioni. Di questo soffriamo.  E le responsabilità sono del ceto dirigente politico passato. Quindi evviva Mattarella ma lodi anche a Renzi, un premier giovane, leader della rottamazione che ha capito la lezione.

MAURIZIO GUANDALINI
Economista - Fondazione Istud

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