Auto, un mercato sempre più verde

  • Sileo

A lungo attesa la svolta nel mercato italiano dell’auto sembra essere finalmente arrivata. Dopo sei anni di grave difficoltà il 2014 chiude in positivo: + 4,2% sul 2013, 1.359.616 autovetture complessivamente vendute (dati Ministero Infrastrutture e Trasporti). Certo, rispetto al 2007 (massimo storico di sempre), quando la crisi economica sembrava ancora lontana, si sono persi oltre 1 milione e 134 mila veicoli ma l’inversione di tendenza c’è stata. Anche perché proprio la crisi ha in grande parte determinato il sistematico rinvio della sostituzione dell’automobile; un fenomeno che per forza di cose non poteva durare ancora a lungo. Molti italiani quindi si sono trovati costretti a cambiare auto perché ormai in possesso di un veicolo non più in grado di viaggiare convenientemente. Molti sono i fattori, a cominciare dalla mancanza di alternative all’auto, che fanno pensare a un trend positivo per tutto il 2015. 

Una buona notizia per produttori e venditori di auto ma anche per le nostre città. Le case automobilistiche, infatti, come impongono le direttive europee, devono perseguire obiettivi di riduzione delle emissioni, misurate in grammi di CO2 emessi per chilometro percorso (gCO2/km). Che poi è solo un altro modo per esprimere i litri di carburante consumati per chilometro: basse emissioni corrispondono a bassi consumi. Dal 2013 al 2014 la media ponderata dei gCO2/km delle auto nuove è passata da 121,1 a 117,8, meno 2,7%, nel 2007 era 146,1 (dati UNRAE). Un risultato ottenuto proprio con il successo delle motorizzazioni più ecologiche. Grande il successo per le vetture ibride (+41%) ed elettriche (+26), più distaccate quelle a GPL (+7,3) e metano (+6,3), ma mentre queste ultime totalizzano rispettivamente oltre 124 mila e 72 unità e le ibride superano le 21 mila, le (costose) elettriche non vanno oltre le 1.101 unità. 

U n valore  modesto specie se abbinato al notevole rallentamento del ritmo di crescita – +67% nel 2013 – e all’aumentata disponibilità di modelli. Un dato di cui tener conto nelle politiche di infrastrutturazione, visto che oggi sono già attive almeno 2.500 colonnine di ricarica, ma modalità di “rifornimento” più utilizzata è la presa di casa.

ANTONIO SILEO