Sulla sicurezza di Expo vigilano le telecamere

  • Milano/Expo “sicuro”

MILANO C'è «un anno e mezzo di preparazione con il ministero degli Interni, la Prefettura, la questura», ma anche con aziende attive nel settore della sicurezza, che permette di esprimere tranquillità al commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, sul pericolo terrorismo. 

«L'Expo - ha ammesso Sala ai microfoni di Radio24 - potrebbe essere un bersaglio ideale per il terrorismo, però è un tema a cui stiamo pensando da un anno e mezzo, quindi ci stiamo preparando e organizzando sulla protezione. Se fossimo a 108 giorni con tutto da inventare sarei molto preoccupato, ma so quello che abbiamo fatto fino ad oggi».

Sala ha spiegato che, trattandosi di un sito da un milione di metri quadrati, il primo strumento utilizzato per garantire sicurezza sono le telecamere: ce ne saranno «400 all'aperto - ha detto - e circa un migliaio in luoghi chiusi”. Il sito sarà poi sorvegliato da vigilanza privata per la quale è stata fatta una gara di circa un migliaio di persone, alla quale si aggiungeranno le forze dell'ordine. 

Ma al governatore lombardo Maroni non  basta  e rilancia in consiglio regionale: «Se in giugno, luglio o agosto arriva un pazzo da un Paese europeo, le telecamere di oggi non servono granché, bisogna bloccarlo alla frontiera, è semplice». 

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