O la Ue cambia o non ci sarà più

  • Guandalini

L’ingegner De Benedetti, navigato finanziere, aveva detto da Fabio Fazio, a Che tempo che fa, su Rai 3,  che la svolta, anche per l’Italia, rispetto ai diktat europei, sarebbe arrivata con le elezioni politiche in Grecia. La spinta ellenica si sta materializzando: elezioni anticipate (il 25 gennaio), quasi certa vittoria dell’ultra sinistra di Syriza del leader Tzipras e… uscita dall’euro. Nessun automatismo, infatti Tzipras non ha mai detto esco dall’euro, ma al primo punto del suo programma elettorale ha la richiesta della ristrutturazione del debito. Che vorrebbe dire creare un precedente. E quindi dalle istituzioni finanziarie (commissione europea, banca centrale e fondo monetario, la ‘troika’) la Grecia non avrebbe mai il via libera. Di fronte al niet  la Grecia se ne andrebbe dall’euro. Ma siamo certi che questo sarà il finale? La Grecia ha pagato un prezzo eccezionale alla crisi. Le ricette austerità e rigore hanno piegato la popolazione e soprattutto i risultati economici non sono arrivati. A parte una tiepidissima ripresina del Pil (ma rispetto al baratro raggiunto non c’è format di riferimento) è il deserto. La gente è stanca e non ne vuol sapere della vecchia politica che ha funzionato solo da garante delle spregiudicate istituzioni internazionali. Gente della strada e governanti, questo il solco.  
Il punto non è cacciare l’euro: la moneta forse è la sola cosa buona che ci rimane in Europa
La differenza che rende vittoriosa Syriza in Grecia e Podemos (grillini) in Spagna (anche qui ad elezioni quest’anno). Con un obiettivo: cambiare verso in Europa. Quindi il punto non è cacciare l’euro: la moneta forse è la sola cosa buona che ci rimane in Europa. Solo Salvini della Lega e Grillo di MS5 azzardano il contrario facendo una campagna per uscire dall’euro: ma è follia allo stato puro. Anche tecnicamente ci presteremmo a una tempesta monetaria monsonica. Non disperiamo. Molti paesi dell’Europa contrariati dall’austerità senza senso della Germania, anche lei danneggiata dalla crisi in corso, dovrebbero cogliere l’assist greco. Sicuramente in Grecia si farà un Governo di coalizione e Syriza, che oggettivamente ha un programma in molte parti condivisibile, troverà il modo di collegarsi con gli altri paesi dell’area med, Spagna, Italia e Francia comprese, per cambiare le scelte di politica economica. Il tempo è scaduto da un pezzo. Anche per gli Usa l’Europa zoppa è un problema. Ridurre la Merkel e il suo potere nei punti chiave della commissione Ue deve essere l’immediato step. In caso contrario l’uscita dall’euro diverrà il pretesto di molti paesi ormai stressati dai “cavolini” di Bruxelles.

 

MAURIZIO GUANDALINI

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