Da mamma a imprenditrice a testa alta contro la crisi

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ROMA L’Italia non è un Paese per mamme che vogliono lavorare. Quelle che hanno un impiego spesso sono costrette a lasciarlo e chi non ce l’ha, dopo aver fatto un figlio, molto difficilmente verrà assunta. Il tasso di occupazione femminile in Italia è tra i più bassi d’Europa e non raggiunge nemmeno il 50% (studio Oecd di maggio scorso). E da noi il 27% delle madri abbandona la professione dopo il primo figlio e un altro 15% non rientra dopo il secondo. La luce in fondo al tunnel è accesa però da quelle mamme imprenditrici, le cosidette mompreneur, che hanno deciso di mettersi in proprio e di darsi da sole una chance. Le donne aprono «nuove imprese a un ritmo superiore alla media: +0,73% l’incremento dello stock di imprese femminili registrato tra aprile e giugno 2014» spiega l’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere (giugno 2014). Tante aprono la propria attività nel settore “mamma-bambino”, proprio come ha fatto Kiersten Miller. Newyorchese doc arriva a Roma per lavoro e ci rimane per amore. Mentre faceva su e giù con gli States già incinta, si rende conto che i suoi abiti premaman riscuotono molto successo tra le neomamme e si rende conto che le donne che vogliono sentirsi belle anche al settimo mese di gravidanza non hanno molte alternative. Così dopo 12 anni come ex aiuto regista per il colosso HBO, decide di aprire nella Capitale un negozio unico nel suo genere: The Milk Bar. Da un lato boutique, dall’altro punto di riferimento per l’allattamento e per una genitorialità più consapevole. Al The Milk Bar si possono frequentare corsi (anche in inglese) per capire dove è meglio partorire, oppure su come “portare” i bimbi con la fascia. «Il mio obiettivo era creare un luogo per sviluppare l’"empowerment delle donne”, per dare la possibilità alle mamme di informarsi e scegliere davvero che tipo di mamma essere e non fare per forza quello che vogliono o che dicono gli altri». Oggi The Milk Bar è presente anche a Milano e Torino.

 

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