Se Facebook diventa cultura

  • Chinellato

Facebook è una piattaforma sterminata di potenziali fruitori: mediamente vi si trascorrono 40 minuti al dì, 829 milioni il numero degli utenti giornalieri, 250 milioni le persone che chattano, 30 milioni le aziende che hanno una Fan page su Faccialibro (Fonte: Panorama). Numeri stratosferici, impressionanti, dietro i quali si cela un potere immenso. Ecco che la mossa di Zuckerberg di aprire un grande circolo letterario virtuale appare forse l’idea più geniale del momento. Uno spazio atto a commentare due libri al mese: questo l’impegno del fondatore della pagina “A year of books”: un gruppo – moderato - dove postare e commentare i libri di volta in volta oggetto di lettura. Un modo non solo di elevare culturalmente il livello dei post ma anche di focalizzare l’attenzione su problemi differenti. Il primo libro proposto ha un nome che è tutto un programma: La fine del potere. Tema delicato e impegnato, che conta già oltre 150 mila seguaci. Inutile dire che il numero delle vendite del libro è aumentato vertiginosamente negli ultimi giorni. Bene investire nella cultura, bene aggregare comunità sempre più vaste nell’esercizio del pensare. Una sferzata a un social che ha bisogno di rinvigorirsi per attirare nuovi proseliti e che esercita un potere infinito su una platea altrettanto smisurata. La domanda è se saremo ancora capaci di pensare con la nostra testa oppure indotti a ragionare, leggere, mangiare e anche votare da algoritmi sempre più sofisticati capaci di opacizzare la realtà?

ALESSIA CHINELLATO

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