L'Occidente ora dia una risposta forte

  • Matteo grandi

L'OPINIONE Non c'è lucidità, non può esserci, nelle parole di nessuno a 24 ore da un attentato che, in qualche modo, rappresenta una nuova agghiacciante frontiera del terrore. Non c'è né può esserci lucidità: per cui diffidate di chi in queste ore sputa verdetti intrisi di assolutismo. Non si può essere lucidi dopo aver assistito alla strage, gelida e pianificata, di un'intera redazione di un giornale, Charlie Hebdo,  che fa da sempre della satira la sua bandiera. Diffidate di Salvini che coglie la palla al balzo per la sua propaganda elettorale facendo di ogni erba in fascio, diffidate di chi confonde i barconi di disperati con terroristi che disprezzano l'Occidente e le sue leggi, ma diffidate anche di chi – facendo del relativismo una bandiera altrettanto inappropriata – vi racconta che in fondo anche il Cristianesimo ha generato le Crociate, perché il mondo dei diritti civile nel frattempo ha subito una trasformazione che si chiama progresso.

La verità è che purtroppo oggi l'Islam è un terreno fin troppo fertile per le derive che sfociano nel terrore, un alibi straordinariamente comodo per i mercanti di morte, un micidiale detonatore per l'odio nei confronti di un Occidente opulento e “blasfemo”. Ed è la religione che più di ogni altra al mondo genera fanatismi che sfociano nella più cieca violenza. Non so se avesse ragione Oriana Fallaci, nel suo disprezzo verso il mondo arabo, però oggi che l'Eurabia da lei paventata va facendosi tangibile realtà, l'Occidente deve dare risposte forti, senza ambiguità: il lato oscuro dell'Islam va isolato e combattuto, senza mollezze né tolleranze dal retrogusto ideologico. Nella nostra società ci può essere posto solo per i musulmani che accettano le leggi, scritte e non, di uno Stato laico. Vale per ogni religione, ma vale ancora di più per quella che troppe volte si è rivelata l'alibi perfetto per il terrore. E se quel che ho scritto vi sembra fuori luogo vi chiedo scusa: probabilmente non sono lucido neppure io.

MATTEO GRANDI
giornalista e blogger

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