Guerra all'Occidente Quella “miccia” in Palestina

  • Cosimo Croce

L'OPINIONE Abdel Fattah al-Sisi, presidente della Repubblica araba d'Egitto, nel suo intervento di inizio anno di fronte alle massime cariche della moschea universitaria di al-Azhar, punto di riferimento dell'islam sunnita, aveva pronunciato parole forse mai risuonate in quel luogo: «Il mondo musulmano non può più essere percepito come fonte di ansia, pericolo, morte e distruzione per il resto dell'umanità. Bisogna sradicare il fanatismo e rimpiazzarlo con una visione più illuminata del mondo». A Parigi le parole di al-Sisi sono state cancellate dai colpi dei fucili AK 47.  E ancora una volta l'intero mondo musulmano è stato percepito come fonte di pericolo. Ed è innegabile che una parte dell'Islam vuole la distruzione dell'Occidente mentre i moderati per lo più tacciono. 

I motivi religiosi sono solo lo sfondo. L'Occidente ha scelto di perseguire i propri interessi in molte zone del mondo islamico (controllo delle aree petrolifere in primis) con la guerra. L'attacco al giornale non è solo una vendetta per le vignette su Maometto ma una escalation della guerra tra Occidente e Islam, combattuta in Libia, Siria, Striscia di Gaza, Iraq, Afghanistan, Africa. Il direttore di Hebdo, che spesso aveva preso di mira anche il mondo cattolico, diceva: «Al-Qaida non è nata come conseguenza della nostra satira, non hanno bisogno di questo pretesto per colpire». Il settimanale era un simbolo da distruggere. Ma l'orrore di Parigi parla di un salto di qualità dello scontro: portare il terrore nel territorio nemico. La miccia è stata accesa in Palestina tanti anni fa e nessuno ha mai voluto spegnerla.

COSIMO CROCE
giornalista di Metro

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