Garanzia Giovani Un altro flop

  • Michele Caropreso

Proprio nei giorni in cui il governo rilancia il proprio impegno su Garanzia Giovani, il grande progetto europeo per combattere la disoccupazione degli under 30, arrivano da Adapt e Repubblica degli Stagisti dati molto interessanti su come l’Italia sta seriamente rischiando di perdere anche questo treno per dare una risposta concreta a un vero e proprio dramma, che colpisce il Belpaese più di quasi tutti gli altri partner europei.
Garanzia Giovani è un piano europeo rivolto ai giovani sotto i 30 anni, finanziato a suon di miliardi di euro, attraverso il quale (anche) i nostri Centri per l’impiego devono offrire a chi si iscrive una concreata opportunità di lavoro entro 4 mesi dall’avvio del percorso. Adapt e Repubblica degli Stagisti hanno chiesto a 1.600 giovani coinvolti nel progetto quale fosse la loro valutazione. Su una scala da uno a dieci, il voto medio del campione è quattro. Quasi il 30% dei ragazzi danno come voto “uno”. Solo un giovane su cinque dà un voto dal sei in su.
Solo la metà degli iscritti – il progetto è partito da oltre un anno – ha svolto almeno il primo colloquio. Tra questi, il 40% sostiene di non aver ottenuto nulla di concreto, mentre un altro 43% racconta di aver ricevuto solo un generico riferimento a future offerte di lavoro o stage. Poco più dell’11%, invece, sono i ragazzi soddisfatti del servizio. Ancora, tra quanti hanno sostenuto il primo colloquio, solo il 15% è stato poi effettivamente ricontattato per iniziare il percorso vero e proprio. Gli altri, l’85%, aspettano e sperano.

Insomma, come dimostrano anche i dati ufficiali, Garanzia Giovani in Italia procede molto a rilento. Questo Paese fa una fatica dannata a fare qualcosa di concreto per i suoi giovani in cerca di un lavoro. Le politiche attive, debolissime, sono il vero tallone d’Achille di un’Italia in cui la disoccupazione giovanile ha sfondato da tempo il tetto del 40%. Eppure, lo ripeto fino alla noia, nel dibattito politico non si va al di là delle chiacchiere, delle proposte, delle riforme annunciate. Cosa propone il sindacato per far incontrare domanda e offerta di lavoro? E quando l’Agenzia nazionale per l’impiego prevista dal Jobs Act accenderà davvero i motori? Non rispondete tutti insieme, che fate confusione…

MICHELE CAROPRESO

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