Banche avare di prestiti a famiglie e imprese

  • Massimo Blasoni

Dal sistema bancario arrivano frequenti dichiarazioni sull'incremento del credito reso disponibile a famiglie e aziende ma la rielaborazione dei dati Bankitalia realizzata dal nostro Centro studi sembra dimostrare il contrario. Da gennaio a ottobre di quest'anno il volume complessivo dei prestiti si è infatti addirittura ridotto di ulteriori 29 miliardi (-1,2%), passando da 2.309,6 a 2.280,8 miliardi di euro. Questa stretta ha colpito tanto le imprese - passando da 837,9 a 819,4 miliardi (-2,2%) - quanto le famiglie, passando da 601,8 a 596,8 miliardi (-0,8%). Rispetto al gennaio 2011, il volume complessivo dei prestiti risulta poi essersi complessivamente ridotto di 61 miliardi di euro, passando da 2.341,6 a 2.280,8 miliardi di euro (-2,6%). In questo arco di tempo le banche hanno ridotto il loro sostegno soprattutto alle imprese (-7,9%, pari a -70,7 miliardi di euro) e si sono dimostrate avare anche nei confronti delle famiglie (-0,2%, pari a -1,3 miliardi di euro). Al contrario si è registrato un sensibile aumento dei prestiti tra banche e altre istituzioni finanziarie (+ 2,1%, pari a +12,6 miliardi di euro).

Eppure i nostri istituti furono tra i primi a beneficiare delle recenti operazioni straordinarie di rifinanziamento Bce. Allora il mancato impiego delle risorse ricevute a sostegno del sistema produttivo venne giustificato dalla bassa capitalizzazione delle banche, che infatti preferirono acquistare titoli di Stato. Risolto in larga parte questo problema, la concessione del credito resta però ancora troppo limitata. Nei giorni scorsi le banche italiane hanno ricevuto in prestito dalla Bce nuova liquidità per 26,5 miliardi, nell'ambito di un'azione di rifinanziamento finalizzata proprio a riportare il credito alle imprese. Per evitare che anche questa operazione risulti inefficace, occorre che tali risorse vadano immediatamente utilizzate per riportare ossigeno al mercato, aiutando quanti continuano a voler investire e a produrre ricchezza. In caso contrario un credito erogato con il contagocce, nonostante i tassi di interesse ai minimi storici e le aste di liquidità, non potrà che provocare la lenta e definitiva asfissia del nostro sistema economico.

MASSIMO BLASONI
Presidente Centro Studi ImpresaLavoro

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