Solo i bambini ci salveranno

  • PAOLA RIZZI

Ieri era la giornata dei diritti umani, una delle ennesime che servono per fare bilanci su tutto quello che non va e su tutto quello che si potrebbe fare per fare girare meglio le cose. Save the children ne ha approfittato per raccontarci come sono messi male i bambini italiani, non solo quel milione e mezzo di poverissimi. Nella contabilità generale della povertà giustamente l'Ong ha inserito anche quella culturale: il 50% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni  nel 2013 non ha letto nemmeno un libro, escludendo quelli che si consultano a scuola, istituzione che per altro in alcune zone d’Italia fatica a mantenere un’offerta educativa adeguata. Quanto siano importanti la scuola e l’istruzione per formare i cittadini e la classe dirigente del futuro ce lo ha  ricordato proprio ieri la 17enne pakistana Malala ricevendo il premio Nobel per aver rischiato la vita difendendo il suo diritto all’istruzione, obiettivo per il quale senza false modestie si è detta pronta a diventare premier del Pakistan. Un’ambizione e una determinazione stupefacenti,  visti dall’angolazione di un Paese certo più fortunato del Pakistan ma sfiancato da un’atmosfera di fine impero che sembra pervicacemente puntare sui peggiori prendendo a calci i migliori, a cominciare dai suoi giovani.

Oggi forse Renzi proporrà l’ennesima annunciata stretta contro la corruzione, in modalità emergenziale, cosa mai positiva soprattutto quando si mette mano al codice di procedura penale. Tanto più che non si vede dove stia l’emergenza: la corruzione è un costume nazionale a cui siamo abituati e rassegnati, come ha dimostrato l’ultima rapporto di Transparency. Lo sanno anche i bambini, che, come diceva De Sica, ci guardano. Che un corrotto faccia un anno in più di galera, come promette Renzi cavalcando l'onda da surfista consumato, non mi rasserena. Non credo che modifichi la qualità della nostra convivenza civile. Questa forse la possono cambiare davvero iniziative come quella dell’ex pm Gherardo Colombo, che smessi i panni del magistrato si è votato a portare la cultura della legalità non nei tribunali, quando ormai è troppo tardi, ma direttamente laddove si previene il male, ossia tra i banchi di scuola. Avrei trovato più rivoluzionario  un Renzi che avesse annunciato un piano di investimenti straordinario in “cultura delle regole”  nelle scuole del Paese, per formare le future sentinelle anticorruzione, tante piccole determinatissime e ambiziose Malala della legalità. Perché solo i bambini ci salveranno.   

PAOLA RIZZI
@paolarizzimanca

Articoli Correlati