In gravidanza il 50% dice no ai lavori pesanti

  • Donne e Lavoro

LAVORO. Nel 2013 il 62,4% delle donne occupate in attività pesanti o potenzialmente nocive per la gravidanza ha interrotto il lavoro entro il 3° mese di gravidanza (il 68,0% nel 2005). Lo dice un’indagine Istat su Gravidanza, parto e allattamento al seno. Le donne che svolgevano tali attività nel 2013 erano il 25,4% delle occupate prima della gravidanza. Più spesso si trattava di lavoratrici più giovani (39,8%), meno istruite (42,2%), straniere (37,9%) e residenti nel Nord (nel Nord est 31,9%). Tra le occupate che, invece, hanno dichiarato di non svolgere mansioni pesanti o nocive, circa il 40% ha lasciato il lavoro entro il 6° mese (come nel 2005), il 26,7% al 7°, in osservanza del periodo di astensione obbligatorio (salvo flessibilità) e  meno dell’8% ha aspettato l’ultimo mese di gravidanza.
Si rileva nel tempo una progressiva posticipazione dell’astensione dal lavoro dalla fine del 7° alla fine dell’8° mese: nel 2000 il 10,9% lasciava il lavoro all’8°, la quota sale al 21% nel 2005 e si attesta al 27,6% nel 2013, anche come effetto della flessibilità del congedo di maternità dopo l’8° mese.

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