Carminati e Kant Il boss e la filosofia spiegata ai ragazzi

  • Saccucci

Domattina entrerò nella mia V liceo classico, a Roma, e inizierò la lezione più o meno in questo modo: Ragazzi, faremo un salto di circa tre secoli per addentrarci nella filosofia contemporanea, che più contemporanea non si può. Ricorderete senz'altro il mondo delle idee di Platone, gli intermundia epicurei, gli infiniti mondi di Bruno, il migliore dei mondi possibili di Leibniz, giusto? Bene, oggi parleremo del mondo di mezzo. La teoria è la seguente: «Ci sono i vivi sopra, i morti sotto, e noi stiamo nel mezzo. C'è un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano. Allora nel mezzo, anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non le può fare nessuno. E tutto si mischia…». Il filosofo in questione è Massimo Carminati. Sì, avete capito, quello là. Il boss dei boss di Roma. Quello che comandava tutti, che ha detto di sé «sono veramente il re di Roma». Bene, vorrei soffermarmi su quel «tutto si mischia» finale. Tutto si mischia significa che si mischiano le persone, e con esse ciò che rappresentano: bene e male, giusto e ingiusto, legale e illegale, bello e brutto, anche. La teoria del mondo di mezzo mantiene un rigido confine tra chi detiene il potere (politici corrotti e criminali) e chi subisce il potere (i cittadini “normali”) ma cancella tutti gli altri confini tracciati dalla ragione. Siano essi morali che legali. Tutto si mischia come nel panta rei eracliteo, sembrerebbe dire il Carminati. La vita è fatta così, un indistinto calderone di trame, di rapporti umani, di umori, di bisogni meschini, di inesauribili astuzie.   

Ma Noi sappiamo che la vita non è per forza fatta così. Gli uomini sono in grado di fondare anche un’altra vita. Kant diceva: «Due cose sono degne della mia venerazione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me». Un uomo non può avere dignità al di fuori dell’imperativo categorico, semplicemente perché sarebbe troppo vicino alla bestia. Spero forniscano al signor Carminati un luogo ben appartato e un tempo adeguato per riflettere sull’intera produzione del filosofo tedesco. Soprattutto sul concetto di mondo dei fini.

TONY SACCUCCI

@tonysaccucci

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