Renzi: non lasceremo Roma in mano ai ladri

  • MONDO DI MEZZO

ROMA «Se voi dite Roma, io dico bellezza, dico la Capitale, dico una città che nel mondo suscita passione, emozione, entusiasmo. Non sappiamo se quello che sta emergendo dipinge un quadro di atteggiamenti di tangenti all’amatriciana o di mafiosi capaci di relazioni pericolose. Io so che non lasceremo la Capitale in mano a dei ladri». Così il premier Matteo Renzi alla manifestazione dei giovani democratici “Factory 365” a Roma parlando dell’inchiesta “Mafia Capitale”. «Roma - ha aggiunto - è troppo bella per lasciarla in mano a della gentaccia. A me lo sdegno delle prime 48 ore non basta. Vogliamo la certezza che si vada a processo rapidamente e che i giudici dicano chi è colpevole e chi no e chi è colpevole paghi fino all’ultimo centesimo e fino all’ultimo giorno». «Il Pd non si mette a fare le pulci alle amministrazioni precedenti ma chiede che si distingua con processi veloci e giusti chi ha rubato e chi da una settimana non dorme per una foto di 4 anni fa - ha proseguito Renzi in riferimento all’immagine che ritrae Poletti con Buzzi - perchè fare un “selfie” non è come prendere tangenti, la cosa peggiore che un politico possa fare».

Orfini: al fianco del sindaco Marino

E mentre il sindaco di Roma, Ignazio Marino, deciderà oggi se accettare la scorta, ieri Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito nella Capitale, ha detto: «Marino e il Partito democratico sono la stessa cosa. Quello che è successo è successo da quando era sindaco Alemanno e si è fermato da quando è sindaco Marino».

La smentita di Alemanno

La Procura di Roma ha fatto sapere che «non c’è alcun riscontro» in riferimento all’intercettazione di una conversazione in cui viene detto che l’ex sindaco Gianni Alemanno avrebbe fatto quattro viaggi in Argentina con le valigie piene di soldi. Nel dialogo tra Luca Odevaine, Mario Schina e Sandro Coltellacci si diceva che Alemanno sarebbe riuscito ad evitare i controlli della dogana aeroportuale. «Me l’ha detto questo della Polaria, ma te pare normale, un sindaco con le valigie piene di contanti», dice Odevaine. «Nessuno lo ha controllato?», chiede Schina e l’altro risponde: «È passato al varco riservato... un attore secondo me». «Notizia infondata - ribatte Alemanno - subito smentita dai riscontri. Io non solo non ho mai portato un euro fuori dalle frontiere, ma ho dovuto vendere una casa e accendere un mutuo per pagare i debiti della mia campagna elettorale».

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