Mafia Capitale, odore di soldi senza colore

  • Maurizio Guandalini

Mi arrovello, ogni giorno, a cercare i motivi più nascosti e profondi della nostra crisi. Ci penso su. Studio le variabili più strane. Spesso non ci capisco nulla. E una volta che ho trovato tutte le risposte mi hanno cambiato le domande. E voilà,  basta leggere la cronaca, la vita di tutti i giorni e la soluzione alle angosce arriva. Puntuale. A Roma hanno scoperto l'ennesima cupola mafiosa con dentro partiti, ex sindaci, dirigenti pubblici. Una organizzazione che teneva in ostaggio la capitale d'Italia. La lista di ‘esempi’ è lunga e geograficamente variegata. Raggiunge il Nord con Expo per scendere in Calabria e in Sicilia. Ha scritto bene il direttore di Metro su questa pagina.  Anni fa, quando approcciai allo studio dell'economia, mi trovai a spiegare un caso che allora, come oggi, mi lasciò attonito. Le principali regioni del Sud erano nelle mani di mafia, 'ndrangheta, camorra e sacra corona unita. Metà Italia priva di legalità, trasparenza e libertà. Sono passati 25 anni e nulla è cambiato, solo i confini si sono ampliati. Come può un imprenditore straniero venire in Italia e investire, costruire i muri di una azienda e produrre? Chi glielo fa fare? E ancora. Come possiamo, noi, arrabattarci con regole e regolette di Bruxelles o strapparci per un job act e un articolo 18 di turno quando viviamo in un Paese che è il far west? Quando la corruzione, il maneggio, il magna magna, la criminalità ci tengono in ostaggio? Vai a spiegare il nostro made in Italy in giro per il mondo: pizza, spaghetti, mandolino, coppola e  cupolone. Mafia Capitale ci rivela di quanta sporcizia sedimentata è la nostra classe dirigente. E di quanta ipocrisia è montato questo paese che svela coloro che manifestano contro rom e clandestini essere poi tra  i primi a farci gli affari sopra. L’odore dei soldi è senza colore (politico), si spande, è un acceleratore spontaneo che diventa potere e a tratti egemonia culturale (?!) di sistema: se vuoi lavorare e arricchirti c’è solo uno spartito da suonare. Come spesso accade, da un po’ di tempo, dobbiamo aggrapparci alle parole di Papa Francesco, tra i pochi riferimenti etici e morali rimasti. Il Pontefice tuona per fermare la frenesia da cartamoneta, la tentazione del Diavolo. Noi, che siamo laici e liberali fino al midollo, ci basterebbe lasciare la scena a onestà, etica e moralità, conduttori di vita agli angoli da sempre e  sollecitati solo alla bisogna per assolvere gli squadroni di corrotti dai peccati.

MAURIZIO GUANDALINI

Blog www.metronews.it/blogs/made-italy.html

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