Pianeta scuola La Cgil ed il merito

  • Saccucci

Venerdì sono stato a un convegno su “Valutazione, merito, meritocrazia e La Buona Scuola” organizzato da un’associazione che sulla carta è l’intellighèntia della Cgil-scuola. Sede del simposio, lo storico blasonato centralissimo liceo Mamiani di Roma. Un’introduzione, due relazioni di due docenti universitari, interventi del pubblico (un’ottantina tra professori e Ata) e conclusioni di Domenico Pantaleo, responsabile nazionale della Flc Cgil.
Al termine della lunga mattinata ho pensato che avrei fatto un servizio migliore al Paese se fossi rimasto a tentare di tenere lezioni decenti ai miei studenti, esercizio col quale mi misuro quotidianamente (senza avere assolutamente la certezza del risultato).  A un convegno ci si aspetta una pluralità di posizioni; un convegno serve a discutere, a sviscerare l’oggetto sul quale si è chiamati a riflettere. Se poi è valido come giorno di formazione per il docente ci si aspetta pure di imparare qualcosa. Invece se uno va in chiesa si aspetta la messa, con una ritualità ben precisa, senza possibilità di varianti.
Poiché non era domenica mattina, sono partito tutto fiducioso.

Essenza dell’introduzione: l’ideologia del merito è neoliberista; non c’è neutralità intorno al tema della valutazione. Primo prof universitario: la meritocrazia è la teodicea del turbocapitalismo contemporaneo; è il collante ideologico per giustificare i processi del capitalismo.
Seconda prof universitaria: la cultura della valutazione è una cultura d’impresa; con questa cultura si tenta una mutazione antropologica. Conclusioni del sommo sacerdote: questa società sta diventando sempre più diseguale. La ragione della crisi sta nella disuguaglianza che il neoliberismo ha creato. Ergo, no alla valutazione in generale. Di scuola si è parlato poco e niente.
Tre ore a ribadire che l’ingiustizia è ingiusta (così, se qualcuno non lo sapesse) e che tra le ingiustizie c’è la valutazione. Ma dico, non c’era una volta una canzone di sinistra che recitava «chi non lavora non mangerà»?  E come si stabilisce chi lavora se non attraverso una valutazione? Ecco, mi piacerebbe capire che cos’è oggi la sinistra. La prossima domenica, magari…

TONY SACCUCCI

 @tonysaccucci

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