L'Europa dà ragione ai precari della scuola

  • Tony Saccucci

Alla fine la sentenza della Corte di giustizia Ue è arrivata. E ha condannato l’Italia. Niente di nuovo. Era prevedibile, anche se tutti i sindacati, di tutti i colori, oggi parlano di vittoria storica. Si tratta di assumere oltre 250 mila tra prof e personale Ata che hanno lavorato per almeno 3 anni consecutivi con l’odiosa interruzione estiva.
Che l’Italia fosse in torto rispetto a questo tipo di contratti è stato chiaro sin da subito. Che dalla sentenza della Corte si passi all’effettiva assunzione non è chiaro per niente. La controversia nazionale non viene risolta dalla Corte. C’è bisogno di un ulteriore passaggio e non si sa neanche se sia l’ultimo. Ma i sindacati, addormentati sugli altri piani, già hanno stabilito i prossimi passi.
Ora, io credo che si arriverà all’assunzione dei 149 mila previsti dalla Buona scuola, decisione già passata nella legge di stabilità. Per i restanti, purtroppo, la vedo piuttosto lunga. Perché il vincolo del bilancio nazionale anche nei confronti dell’Europa è un valido deterrente all’applicazione della sentenza stessa.
Oggi sarebbe facile per me, sostenitore della meritocrazia, dire che assumere solo sulla base del “tempo” non migliora la qualità della scuola. Ma io so come sa di sale la condizione esistenziale del precariato scolastico. Dunque, in bocca al lupo a tutti i precari, soprattutto a coloro che hanno famiglia. In bocca al lupo. Perché un uomo che non riconosce la sofferenza non è un uomo. È un pupazzo.

TONY SACCUCCI

 

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