Web, sopravvivono solo i nerd

  • Alessia Chinellato

Se due indizi fanno una prova, il flusso d’informazioni che produciamo con le nostre abitudini on-line sarà capace di prevedere il futuro. I big data sono il fiotto d’indicazioni che lasciamo quando ci connettiamo, mollichine eteriche di Pollicini alla ricerca di se stessi. Un semplice click su un sito web piuttosto che un’interazione su un blog producono una serie immensa di dati che vengono analizzati e decodificati in molti modi. Ogni attività quotidiana, dagli acquisti scontrinati alle device connesse – siano esse personal computer, frigoriferi o televisori – è monitorata e produce dati capaci di orientare il marketing verso determinati prodotti piuttosto che altri. Quando aprite il vostro social network preferito, fate caso alle pubblicità che vi sono propinate: terranno certamente conto della vostra età anagrafica e delle ultime ricerche che avete googlato. Confrontatele con quelle di vostro figlio o nipote e vedrete che sono molto differenti e performanti: tagliate ad hoc sulla vostra persona.
Studi recentissimi sui big data dimostrano come sia possibile identificare stati emotivi particolari attraversati dai fruitori di servizi on line: per chi è in stato interessante, ad esempio, la propensione ai bisogni dei neonati, i link relativi al sonno piuttosto che a come mantenersi in forma dopo il parto.
Sarebbero addirittura capaci, secondo un articolo pubblicato sul New York Times, di capire chi sta divorziando.
Il cambio di abitudini – come preferire prodotti light, precotti o surgelati – e il mutare dell’arredamento in casa sarebbero parametri ricorrenti in chi ha da poco terminato una relazione. La logica è facile da comprendere: rimettersi sul mercato prevede un riallineamento ai canoni della singletudine.
Siamo solo pedine dell’immenso algoritmo che ci studia fin nei più intimi dettagli, per propinarci il paradiso merceologico che agogniamo ogni volta che nuotiamo nel web, magari piangendo alti lai per l’amore perduto.
Bisogna prendere coscienza di tutto questo. Per ora, in questa che sembra un po’ l’isola di Houllebeq – animata da neoumani –  sopravvivono solo i nerd, ovvero quelli che in gergo non si lasciano influenzare dagli algoritmi: forse perché sono proprio loro ad elaborarli.

ALESSIA CHINELLATO, giornalista

Articoli Correlati
Alessia Chinellato

Le App estiveper stare meglio

Basta uno smartphone: what else?
Alessia Chinellato

Quando l’hi-techti salva la vita

L'opinione di Alessia Chinellato
Alessia Chinellato

Blue WhaleGironi virtuali mortali

L'opinione di Alessia Chinellato