Trenord: Farisè nuovo Ad Ma i problemi non spariscono

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TRASPORTI Un caro augurio affinché “Trenord possa adempiere con successo al necessario progetto di rilancio del servizio di trasporto regionale”. Così il neo Cda della Società ha salutato ieri la nomina di Cinzia Farisè a nuovo Ad. Come previsto la manager maroniana ha ottenuto l’incarico, così come il Cda è stato ridisegnato con i tecnici (come chiesto da Trenitalia), con Vincenzo Soprano - già Ad di Trenitalia - nominato presidente.

Tutto risolto? Neanche per idea. I nuovi vertici ereditano una società in crisi: i livelli di puntualità sono crollati dal 90% del 2012 a meno del 70% del 2013; il materiale rotabile, vecchio e insufficiente,  ha fatto esplodere il numero delle soppressioni; il conflitto d’interesse di Regione Lombardia che è contemporaneamente proprietaria,  committente e controllore del vettore, è ancora tutto lì; così com’è lì il conflitto d’interesse del gruppo Gavio - terzo azionista di Fnm dopo Regione e Trenitalia - che vince gli appalti indetti dalla stessa Fnm che, in quanto appaltatore, dovrebbe controllare tempi e qualità dei lavori fatti nelle stazioni e sulla rete di Trenord.

In fine, resta una società divisa in due, con Fs che mira a prendere il controllo del Tpl, e un Cda di sei membri - tre di Trenitalia, tre di Fnm - con uguali diritto di voto, quindi destinato alla paralisi. «La scelta di nominare un Cda di tecnici e di un Ad motivato – ha detto l’assessore Cavalli - dimostra che si è presa consapevolezza della gravità della situazione. Mi aspetto che l’Azienda presenti al più presto un piano industriale credibile». 

Chi non vede un cambiamento è Francesco Ferrante della Cisl: «Non c’è discontinuità col passato. Era necessario un Ad che non rispondesse alla politica, che potesse agire in autonomia. La prova del supposto cambiamento – aggiunge Ferrante – l’avremo con Expo». 

M2 da rifare

E se in chiave Expo il treno piange, il metrò non ride.  L’allarme per la M2 (dopo i tre giorni di stop per l’acqua di falda spinta nelle gallerie dai grattacieli di Porta Nuova) l’ha lanciato ieri il presidente di Atm Rota dal “Corriere”: o si fanno «investimenti radicali, oppure eventi come quelli dello scorso weekend si potranno ripetere», ha detto.  Di certo, non basteranno i 10 milioni già stanziati dalla giunta.

ANDREA SPARACIARI

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